8.46 ora di New York: l’America si ferma. Come a Ground Zero e’ scattato ovunque un minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’11 settembre 2001, nell’ora in cui il primo aereo si schianto’ contro la prima delle Twin Towers del World Trade Center di Manhattan. Poco dopo il secondo schianto. Migliaia a Ground Zero, dove sono stati letti i nomi delle 3.000 vittime e osservati sei minuti di silenzio. Presenti Hillary Clinton e Donald Trump, che si sono ignorati. La candidata dem e’ andata via durante la cerimonia per un malore. Obama ha osservato il primo minuto di silenzio alla Casa Bianca. Poi si e’ spostato al Pentagono: ‘Non cediamo alla paura’.
Gli Stati Uniti ricordano il 15esimo anniversario del 15 settembre. A New York il rintocco di una campana ha dato l’inizio a sei minuti di silenzio per ricordare le vittime a Ground Zero. La cerimonia è iniziata alle 8.46, ora locale, il momento in cui il primo aereo ha colpito la Torre Nord del World Trade Center. Poi è iniziata la lettura dei nomi di tutte le 2.977 vittime.
Le diversità che caratterizzano gli Stati Uniti “sono la nostra forza e non la nostra debolezza”. Così il presidente Usa, Barack Obama, durante la cerimonia al Pentagono per il 15° anniversario dell’11 settembre. “La nostra diversità – ha aggiunto Obama – è il nostro patrimonio, non è una debolezza. Ma è, e sempre sarà, uno dei nostri grandi punti di forza”.
La minaccia terroristica è ancora una realtà: lo ha detto il presidente americano Barack Obama prendendo la parola al Pentagono a Washington in occasione del 15mo anniversario dell’attacco agli Usa dell’11 Settembre. “Anche se le cose sono evolute, il terrorismo continua a colpire”, ha affermato il presidente. “Al Qaida e l’Isis sanno che non riusciranno mai a distruggere la nazione americana. Per questo cercano di terrorizzarci mettendoci l’uno contro l’altro”, ha detto Obama. “Per questo il migliore gesto è di restare l’America, fedeli a noi stessi, a quello che c’è di meglio in noi senza permettere a nessuno di dividerci”, ha proseguito il presidente Usa. “La nostra diversità non è una debolezza, essa è e resterà sempre una delle nostre forze principali”, ha dichiarato Obama, dal Pentagono, che fu uno degli obiettivi degli attentati dell’11 Settembre in cui morirono 3.000 persone, di cui la stragrande maggioranza a New York. Il presidente ha reso un caloroso omaggio agli “eroi” di quel lontano 11 settembre che sacrificarono le loro vite per salvare “chi non conoscevano” e tutte le forze militari che da allora agiscono in terreni di guerra in nome dell’America.
Hillary Clinton ha subito un ‘colpo di calore’ durante la cerimonia a Ground Zero per il 15° anniversario dell’11 settembre e per questo ha lasciato la commemorazione. Lo rende noto la campagna della candidata democratica spiegando che ora Clinton “si sente molto meglio”.
Secondo quanto spiega in una nota il portavoce Nick Merrill, Clinton si è diretta a casa della figlia, Chealsea, per un lieve malore dovuto al caldo dopo aver partecipato per un’ora e mezza alla cerimonia “per portare il suo omaggio e i saluti ai familiari delle vittime”.
Oggi l’America celebra il quindicesimo anniversario degli attacchi jihadisti che uccisero quasi tremila persone. I dirottamenti di quattro aerei di linea da parte di Al Qaida l’11 settembre 2001, i primi attacchi stranieri in suolo americano in quasi due secoli, infransero il senso di sicurezza in cui viveva il Paese e precipitarono il mondo in una guerra al terrore ancora in atto. Due aerei si schiantarono sulle torri gemelle del World Trade Center, uccidendo 2.753 persone. Un terzo colpì il Pentagono, uccidendo 184 persone, altre 40 morirono in un quarto jet di linea diretto a Washington, che si schiantò in un campo di Shanksville, Pennsylvania, dopo una rivolta dei passeggeri. Ecco la cronologia degli eventi dei quel tragico mattino, che cambiò il corso della storia d’America e del mondo : – 8.46, il primo schianto. Un Boeing 767 dell’American Airlines da Boston a Los Angeles con 92 persone a bordo, tra cui cinque dirottatori, si schianta contro la Torre nord del World Trade Center, aprendo un colossale buco nella facciata dell’edificio. Dai piani superiori dell’edificio comincia a salire un denso fumo.
9.03, colpita la seconda torre. Un Boeing 767 della United Airlines, anche questo sulla tratta Boston-Los Angeles, con 65 persone a bordo tra cui cinque dirottatori, colpisce la Torre sud del World Trade Center, provocando una forte esplosione. – 9.30, parla Bush. L’allora presidente Usa George W. Bush, da Sarasota, Florida, definisce gli schianti “un apparente attentato terroristico”, ordina “un’indagine esaustiva per dare la caccia e trovare chi ha commesso questi atti” e annuncia che tornerà immediatamente a Washington. – 9.37, colpito il Pentagono. Un Boeing 757 American Airlines Boeing partito dall’aeroporto di Washington Dulles per Los Angeles con 64 persone a bordo si schianta sul Pentagono, nei sobborghi di Washington, provocando due esplosioni. – 9.42, tutti gli aerei a terra. La Federal Aviation Administration (FAA) ordina la cancellazione di tutti i voli commerciali negli Stati uniti. – 9.59, crolla la Torre sud. La Torre su del World Trade Center, colpita 56 minuti prima, crolla in una colossale nuvola di fumo e polvere. – 10.03, lo schianto in Pennsylvania. Un Boeing 757 United Airlines in viaggio da Newark a San Francisco con 44 persone a bordo, tra cui quattro attentatori, si schianta in un campo di Shanksville, Pennsylvania, dopo che apparentemente i passeggeri e l’equipaggio lottano con i dirottatori. – 10.28, crolla la Torre nord. La Torre nord del World Trade Center crolla un’ora e 42 minuti dopo essere stata colpita. Un’enorme nuvola di polvere oscura tutto il sud di Manhattan.