Nella giornata in cui l’Italia celebra i 165 anni dalla proclamazione del Regno, le massime cariche dello Stato si sono riunite per rendere omaggio ai simboli e alla storia del Paese. Una ricorrenza, quella del 17 marzo, che il Presidente Sergio Mattarella ha voluto legare a doppio filo non solo al Risorgimento, ma anche ai valori della Resistenza.
Le celebrazioni per la “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” si sono aperte sotto il cielo della Capitale con il tradizionale omaggio al Milite Ignoto. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto e accolto dai vertici di Governo e Parlamento (Meloni, La Russa e Fontana), ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria mentre una formazione delle Frecce Tricolori sorvolava il Vittoriano.

In un lungo e accorato messaggio, Mattarella ha tracciato un parallelo storico fondamentale: i principi di indipendenza e libertà nati nel Risorgimento sono gli stessi che hanno alimentato la Lotta di Liberazione.
La Liberazione ha permesso di ricomporre quella “frattura istituzionale” determinata dall’occupazione nazifascista, portando alla nascita dell’Italia contemporanea. Il Capo dello Stato ha definito la Carta Costituzionale l’autentico «presidio dei diritti» e un punto di riferimento saldo in un contesto internazionale oggi «turbato da aspirazioni egemoniche».



La premier Giorgia Meloni ha affidato ai social il suo ringraziamento a chi lavora ogni giorno per rendere l’Italia «una Nazione unita, forte e orgogliosa della propria storia». Sulla stessa linea il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di una «volontà storica fatta realtà», e il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha sottolineato il ruolo della scuola nel trasmettere il valore del Tricolore alle nuove generazioni.

Per onorare la memoria storica, la Presidenza del Consiglio ha delegato rappresentanti del Governo a deporre corone d’alloro nei luoghi simbolo dei quattro “padri” dell’Unità:
- Mazzini a Genova;
- Cavour a Santena;
- Vittorio Emanuele II al Pantheon di Roma;
- Garibaldi a Caprera.
Nel pomeriggio, il cuore di Roma si è animato con l’esibizione in Piazza Colonna delle bande musicali di tutte le Forze Armate e di Polizia, trasformando la solennità civile in un momento di partecipazione popolare.