Sergio Mattarella ha blindato i valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana, trasformando la celebrazione dell’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo in un potente monito contro le derive autoritarie e la barbarie della guerra che minacciano l’ordine internazionale.
Incontrando al Quirinale i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma alla vigilia del 25 Aprile, il Presidente della Repubblica ha pronunciato parole non di circostanza, arrivate proprio nel giorno in cui è stato bersaglio degli insulti del propagandista televisivo russo Vladimir Solovyov post-Sigonella e dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, sul parificamento tra partigiani e caduti di Salò. Mattarella ha ribadito che la lotta per la Liberazione è stata “una delle pagine fondanti della storia repubblicana” che ha “segnato il riscatto morale e civile di un popolo”.
L’AMMONIMENTO SUL CONTESTO INTERNAZIONALE: “DISSENNATEZZA RENDE FRAGILI PACE E LIBERTÀ”
Il Capo dello Stato ha legato indissolubilmente il ricordo della Resistenza all’attuale, drammatico scenario geopolitico, scontando l’impatto della guerra in Iran scoppiata il 28 febbraio e del blocco di Hormuz richiuso da Trump.
“Il prevalere della legge imposta da chi si ritenga provvisoriamente più forte è destinata a seminare lutti e distruzioni, aprendo a una condizione di conflitti permanenti, di barbarie nella vita internazionale”. In troppe parti del mondo, “uomini, donne e bambini vivono contesti di guerra, spesso sotto il giogo di regimi autoritari, privati dei diritti fondamentali. Sono scenari scandalosi, in cui la dignità umana viene calpestata, in cui il diritto internazionale viene apertamente violato”. “Libertà e pace sono beni resi fragili dalla dissennatezza”.
LA COSTITUZIONE COME SCUDO: “FONDAMENTO DI CONVIVENZA E PRESENZA INTERNAZIONALE”
Contro la barbarie e il totalitarismo (con un richiamo indiretto all’attacco di Solovyov), Mattarella ha indicato la Carta Costituzionale come l’eredità viva della Liberazione: “I valori della Liberazione sono scolpiti nella nostra Costituzione. Non sono soltanto il frutto di una stagione storica, ma costituiscono il fondamento dei valori della nostra convivenza civile e della presenza dell’Italia nel contesto internazionale”.
Il Presidente ha annunciato che sabato, dopo aver deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria a Roma, si sposterà a San Severino Marche, città Medaglia d’Oro al Merito Civile, “un luogo simbolico della Resistenza, chiamata quest’anno a rinnovarne il messaggio, a farne un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”. Mattarella ha concluso ribadendo l’impegno della Repubblica Italiana “a favore della pace, del rispetto dei diritti umani e della costruzione di società internazionali più giuste e solidali”.