- Secondo l’inchiesta basata su fonti diplomatiche e su un libro dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan (MBZ), avrebbe espresso a Netanyahu — durante una telefonata di 45 minuti svoltasi circa 10 giorni prima del 7 ottobre 2023 — forte preoccupazione per una grave operazione che Yahya Sinwar stava pianificando, ipotizzando il rischio di un’escalation di sangue e della destabilizzazione degli Accordi di Abramo.
- Avvertimenti dall’Egitto: Il giornale cita analoghi messaggi d’allarme trasmessi a Netanyahu in quel periodo da Abbas Kamel, allora capo dell’intelligence egiziana.
- Mancata condivisione con l’intelligence: L’inchiesta sostiene che Netanyahu abbia sottovalutato gli allarmi (convinto che Hamas intendesse agire al massimo in Cisgiordania) e non abbia informato né il Gabinetto di Sicurezza né i vertici dello Shin Bet o dell’esercito.
- La smentita del Governo: L’ufficio del Primo Ministro israeliano ha definito il report «una menzogna totale», affermando che non c’è stato alcun colloquio tra Netanyahu e il leader emiratino nel periodo indicato.
- Reazioni interne e commissione d’inchiesta: L’opposizione (tra cui Gadi Eisenkot e Naftali Bennett) ha attaccato duramente Netanyahu a poco più di un mese dalle elezioni generali di ottobre, chiedendo la creazione immediata di una commissione statale d’inchiesta. Abu Dhabi si è limitata a ricordare la presenza di canali diretti e della condivisione di informazioni utili tra i due paesi.
La Crisi Diplomatica Israele–Regno Unito
- Sanzioni sul commercio con i coloni: Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato il blocco delle importazioni dai territori occupati in Cisgiordania, denunciando episodi di «pulizia etnica» commessi da coloni estremisti. All’iniziativa hanno aderito altri 11 paesi (tra cui Francia e Canada).
- Ritorsione di Israele: Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accusato il Regno Unito di affermazioni false e ingerenza politica, disponendo la chiusura del Consolato Generale britannico a Gerusalemme (accreditato presso l’Autorità Nazionale Palestinese), l’esclusione di Londra dalle missioni di coordinamento su Gaza e il divieto d’ingresso in Israele per 12 funzionari ed eletti britannici.
- La linea degli USA: Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti non seguiranno la decisione del Regno Unito sulle sanzioni agli insediamenti.
Gli avvocati di Benjamin Netanyahu (guidati dal legale Uriel Nizri) hanno notificato al quotidiano Haaretz e ai giornalisti Shlomi Eldar, Ruth Yuval e Uri Misgav una formale diffida.
- Le richieste legali: Il premier ha intimato la rimozione immediata dell’articolo da tutte le piattaforme digitali e social, oltre alla pubblicazione di una smentita e di scuse formali in prima pagina e in testa al sito web.
- Risarcimento economico: Netanyahu richiede un indennizzo stragiudiziale di 1 milione di shekel (circa 300.000 dollari). Qualora la testata e i giornalisti non si adegueranno alle condizioni entro 72 ore, verrà depositata una citazione civile con richiesta di risarcimento non inferiore a 2,5 milioni di shekel (circa 800.000 dollari), oltre alle spese legali.