Nel 82° anniversario della strage del 12 agosto 1944 — in cui 560 civili innocenti furono massacrati dalle SS nazi-fasciste —, le istituzioni e le forze politiche si sono riunite a Sant’Anna di Stazzema (Lucca) tra appelli alla pace, difesa dei valori costituzionali e polemiche sul patriottismo.
1. Il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il Capo dello Stato ha definito l’eccidio un “simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo” e ha ricordato come la strage fu compiuta dai reparti delle SS “con la complicità dei fascisti”. Mattarella ha evidenziato la necessità della memoria per il presente, in un contesto globale in cui le guerre e le mire di dominio tornano ad allungare la propria ombra sull’Europa.

2. Le celebrazioni e i principali interventi
La cerimonia ha visto la prima partecipazione ufficiale di un ministro del Governo Meloni, affiancata dall’orazione di Giuseppe Conte e dagli interventi delle autorità locali:
- Antonio Tajani (Vicepremier e Ministro degli Esteri): Rappresentando l’esecutivo alle celebrazioni, ha sottolineato che il sacrificio delle vittime deve essere un monito per il futuro: “L’Italia, che ha costruito la democrazia e difeso la libertà proprio perché ha subito gli orrori della dittatura, deve essere sempre più portatrice di pace”.
- Giuseppe Conte (Leader M5S): Affidatario dell’orazione ufficiale, ha ribadito la matrice antifascista della Carta costituzionale e ha lanciato un affondo alla maggioranza di governo: “Chi si confessa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria. Non possiamo onorare la patria se non ricordiamo chi non si è piegato alla dittatura e per questo ha dato la vita”.
- Maurizio Verona (Sindaco di Stazzema): Ha sollecitato la ripresa della proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda e la diffusione dei simboli del fascismo, attualmente ferma in commissione parlamentare.
3. Le dichiarazioni delle cariche dello Stato e delle forze politiche
| Personalità / Carica | Sintesi della Dichiarazione |
| Ignazio La Russa (Pres. Senato) | Definita una “ferita indelebile nella nostra storia”, sottolineando il rispetto e la commozione per le vittime della barbarie. |
| Lorenzo Fontana (Pres. Camera) | Ha richiamato al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza e di custodire quotidianamente la democrazia. |
| Elly Schlein (Segretaria PD) | Ha rimarcato che la storia “non si riscrive e non si dimentica”, chiedendo uno sforzo quotidiano a tutela dei principi antifascisti. |
| Alessandro Giuli (Min. Cultura) | Ha qualificato la memoria dell’evento come riconoscimento delle “comuni cicatrici repubblicane” in una prospettiva di concordia nazionale. |