LEGA PRIMO PARTITO. CROLLA IL M5S. AFFLUENZA IN CALO. TENSIONE SUL M5S. L’EX DE FALCO ATTACCA, ‘TROPPO A DESTRA ‘FERMARSI A DISCUTERE’. TONINELLI, ‘ERA UN VOTO REGIONALE’
Il centrodestra conquista l’Abruzzo. Marsilio, di FdI, e’ eletto presidente con il 48,5%. La Lega e’ primo partito con il 27,54%, il doppio delle Politiche. Il M5s crolla al 19,7%, dimezzando il risultato di un anno fa. Ma Salvini nega conseguenze sul governo. ‘E’ un voto abruzzese, non credo che gli amici dei 5S debbano temere nulla. Al governo non cambia niente, nessun rimpasto, il lavoro continua’, dice. Prudente anche su Banca d’Italia. ‘Non conosco Signorini, non entro nel merito: mi affido a premier e ministro dell’Economia, alla loro competenza, troveremo un accordo in Cdm. E’ chiaro che qualcosa va cambiato, non necessariamente qualcuno ma almeno qualcosa. Bankitalia deve essere indipendente, ma indipendenza non puo’ far rima con irresponsabilita”.
Tensione sul M5s dopo il crollo nel voto in Abruzzo. ‘E’ l’effetto da un lato di aver abbandonato la propria funzione moralizzatrice e dall’altro di aver preso una deriva verso finalita’ piu’ consone alla destra. Sarebbe il caso a questo punto di fermarsi a riflettere e discutere in maniera democratica all’interno del movimento’, commenta Gregorio De Falco, senatore espulso dal M5s. ‘Dubito fortemente che un voto regionale possa mettere in crisi un governo cosi’ importante con un consenso cosi’ ampio’, il commento del ministro 5Stelle Danilo Toninelli.
L’Abruzzo va al centrodestra ed elegge Marco Marsilio alla presidenza della regione: netto il risultato, affluenza pero’ in forte calo al 53,12%. Marsilio raccoglie il 48,5% dei consensi. Il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini tiene con oltre il 31%. Il M5S crolla al terzo con il 19,7% dei voti. Affluenza in calo al 53,12%.
La vittoria di Marco Marsilio alle elezioni regionali in Abruzzo segna il rilancio della coalizione di centrodestra. In netto calo il Movimento 5 stelle. Un risultato che Giorgia Meloni, presidente di FdI, commenta così: “Una giornata storica – dice – gli elettori hanno premiato la competenza e la coerenza, che abbiamo saputo dimostrare in questi anni”. Un modello, aggiunge, che puo’ “essere spendibile anche a livello nazionale”.
Matteo Salvini sottolinea la “vittoria clamorosa”. La Lega in Abruzzo ha raddoppiato i consensi ed e’ ora 27,54%, ma il vice premier assicura: “Non cambia nulla a livello di governo. Avanti con il lavoro. Abbiamo tanti impegni da mantenere”.
“E’ un voto abruzzese, non credo che gli amici dei 5S debbano temere nulla. Assurdo che ci sia chi festeggia di non governare piu’. Poi se uno si accontenta di perdere, va bene cosi’. Sono felice che il Pd festeggi le sconfitte”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in una conferenza stampa alla Camera. “Dai dati dei Comuni si vede che un pezzo del voto di sinistra e’ arrivato a noi: operai, insegnanti, lavoratori”. “Al governo non cambia niente, nessun cambio, nessun rimpasto, il lavoro continua”, conclude.
Silvio Berlusconi guarda con fiducia ai prossimi appuntamenti elettorali, anche se FI, che ha ottenuto il 9,1% delle preferenze, e’ l’unico partito della coalizione che cala rispetto alle politiche del 4 marzo. “Da oggi – afferma il leader azzurro – comincia la sfida di Forza Italia e del centro-destra per la Sardegna, per la Basilicata, per il Piemonte e infine per le elezioni europee di maggio decisive per il futuro dell’Europa e dell’Italia. Sono sicuro che il centro-destra unito avra’ successo in tutte queste importanti elezioni”. Non la pensa così Giovanni Toti, governatore della Liguria: “La Lega vola, Fratelli d’Italia cresce, cresce persino l’Udc, Forza Italia perde circa altri 5 punti dalle elezioni di un anno fa. Ma guai a chi dice qualcosa. La decrescita felice non e’ piu’ programma del 5s, e’ il programma della nostra classe dirigente”, sottolinea.
“Eccolo puntuale per scoraggiare e non costruire. Forse l’amico Toti ha dimenticato che il suo partito e’ impegnato in un’altra campagna elettorale per le regionali, visto che il 24 febbraio si votera’ in Sardegna. Non si puo’ continuare a sparare nel mucchio senza avanzare uno straccio di proposta concreta”. Cosi’ Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. “E’ troppo facile – aggiunge – dipingere un partito arroccato e una classe dirigente (di cui peraltro lui fa parte a pieno titolo) autoreferenziale: e’ un film che abbiamo gia’ visto. I problemi ovviamente ci sono, ma la soluzione non puo’ essere soltanto fare da reggicoda al governo Di Maio-Salvini, un governo che e’ contro lo sviluppo, le infrastrutture e le imprese. Se vuole davvero dare una mano – prosegue Gelmini -, lo aspettiamo: c’e’ chi propone di iniziare una mobilitazione contro i provvedimenti sbagliati di questo governo, andando fuori dal Parlamento”.
“Io, piu’ che attaccata alla poltrona, vorrei stare un po’ attaccata ai nostri banchetti e gazebo, per raccogliere le firme contro il reddito di cittadinanza, le chiusure domenicali, a favore della Tav. Saremo nelle piazze con i nostri amministratori locali, consiglieri, sindaci e militanti per proporre l’Italia che vogliamo. Se non ha troppi impegni – conclude l’esponente azzurra – potrebbe venire a darci una mano sotto la bandiera di Forza Italia?”.