In quello che gli esperti legali definiscono un patteggiamento senza precedenti — paragonato per portata alle storiche battaglie contro le multinazionali del tabacco negli anni ’90 — Meta ha siglato un intesa da 17,1 miliardi di dollari con 47 Stati americani, il Distretto di Columbia e i territori degli Stati Uniti. L’accordo chiude le maxi-cause relative all’impatto di Instagram e Facebook sulla salute mentale degli adolescenti e alla presunta violazione delle norme sulla privacy dei minori.
Le nuove restrizioni operative sui prodotti
Oltre alla sanzione pecuniaria, il patteggiamento impone a Meta modifiche strutturali nell’architettura delle proprie applicazioni per gli utenti under 18:
- Limiti di tempo e pause obbligatorie: Introduzione di un tetto giornaliero predefinito (limite consigliato di 2 ore complessive) con notifiche di pausa.
- Blocchi notturni e scolastici: Disattivazione del sistema di notifiche push durante le ore di lezione scolastica e restrizioni d’accesso nella fascia oraria notturna (tra mezzanotte e le 6:00).
- Modifiche all’interfaccia social: Riduzione dei contatori di “Like” per limitare la pressione da confronto sociale e ban dei filtri legati alla chirurgia estetica.
- Filtri di sicurezza e controllo parentale: Rafforzamento dei meccanismi di verifica dell’età, blocco dei contenuti che incentivano disturbi alimentari o autolesionismo e potenziamento degli strumenti di supervisione per i genitori.
La struttura del pagamento e le condizioni per i concorrenti
L’accordo prevede una clausola economica legata al comportamento delle altre aziende Big Tech del settore:
- Tranche iniziale: Meta verserà subito circa 12,7 miliardi di dollari distribuiti su un arco di 10 anni.
- Quota condizionata (5,3 miliardi): La cifra complessiva raggiungerà il tetto dei 17,1 miliardi solo a patto che anche i competitor diretti — in particolare TikTok e YouTube — accettino sanzioni analoghe e implementino le medesime restrizioni d’uso per i minori.
- Assenza di ammissione di colpa: Nonostante l’entità della cifra e le nuove regole obbligatorie, Meta non ha formalmente ammesso alcuna responsabilità legale, dichiarando di aver collaborato per stabilire «un nuovo standard di settore».