Lo slancio diplomatico per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran (esplosa lo scorso 28 febbraio) ha impresso un’improvvisa accelerazione, ma le tempistiche reali dell’accordo si trasformano in un giallo internazionale. Mentre da Washington e Islamabad filtrano conferme su un’intesa imminente, Teheran frena bruscamente e accusa il presidente americano Donald Trump di voler forzare i tempi solo per far coincidere la pace con il proprio ottantesimo compleanno.
Il “Giallo della Domenica” e il ruolo del Pakistan
Nelle ultime ore è sfumata definitivamente l’ipotesi di un palcoscenico ufficiale a Ginevra, dove si sarebbero dovuti incontrare il vicepresidente americano JD Vance e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Ghalibaf. L’intesa, come confermato dal Pakistan (Paese mediatore), avverrà tramite una firma digitale a distanza del memorandum.
I tempi, tuttavia, restano l’elemento di frizione:
In serata, il tycoon ha lanciato un annuncio trionfale sul suo social Truth: «La firma dell’accordo con l’Iran è prevista per domenica e, subito dopo, lo Stretto di Hormuz sarà aperto a tutti senza pedaggi».
La smentita dei Pasdaran: «Trump vuole solo un regalo di compleanno»
La replica di Teheran non si è fatta attendere. I Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) hanno smentito seccamente il post di Trump, parlando di una “insolita e sospetta insistenza” da parte della Casa Bianca. Secondo l’intelligence iraniana, Trump starebbe premendo sui mediatori per costringerli a firmare domenica 14 giugno, giorno esatto in cui compie 80 anni.
Il compleanno del presidente americano sarà celebrato in perfetto stile showman: sul prato della Casa Bianca è stata infatti allestita una gigantesca arena della UFC (Ultimate Fighting Championship), denominata “Freedom 250”, dove 14 stelle delle arti marziali miste combatteranno in un evento blindatissimo e senza precedenti per festeggiare l’ingresso del tycoon nel suo nono decennio.
I funerali di Khamenei e la linea dura del figlio Mojtaba
Sullo sfondo delle trattative, l’Iran sta gestendo una complessa transizione interna. La tv di Stato ha annunciato ufficialmente il calendario dei funerali dell’Ayatollah Ali Khamenei, ucciso all’inizio del conflitto. Le esequie si terranno in un clima di massima sacralità dal 4 al 9 luglio, in coincidenza con il Muharram, il mese del lutto sciita.
A succedergli nel ruolo di Guida Suprema è stato designato il figlio, Mojtaba Khamenei, una figura descritta dagli analisti occidentali come un oltranzista conservatore, considerato ancora meno incline al compromesso rispetto al padre, fattore che getta un’ombra sulla tenuta del fragile cessate il fuoco in vigore dal 7 aprile.
Il tour europeo di Trump: G7 a Evian e cena a Versailles
Subito dopo i festeggiamenti (e l’eventuale firma digitale), Trump volerà in Francia per una densa agenda europea:
- Il G7 di Evian: Da lunedì 15 giugno, il presidente USA parteciperà al summit globale guidato da Emmanuel Macron. A margine dei tavoli ufficiali, Trump ha già programmato bilaterali chiave con i leader di Egitto, Qatar ed Emirati Arabi Uniti per pianificare lo sminamento e la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Al vertice incontrerà anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
- Il bilaterale a Versailles: Il 17 giugno, la presidenza francese ospiterà Trump alla Reggia di Versailles per una cena di gala in occasione del 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti, suggellando l’asse transatlantico nonostante le tensioni commerciali.