Si è spenta a Roma all’età di 78 anni Emma Bonino, storica figura del Radicalismo italiano, ex ministra e commissaria europea. Protagonista indiscussa di oltre mezzo secolo di battaglie per i diritti individuali e le libertà civili, ha rappresentato un punto di riferimento per il movimento femminista, la lotta alla pena di morte e la promozione della democrazia a livello internazionale.
Dalle battaglie per l’aborto ai vertici istituzionali
Nata a Bra nel 1948, Bonino inizia il suo percorso politico negli anni Settanta con la fondazione del CISA (Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto) e la sfida aperta alle normative dell’epoca attraverso l’autoaccusazione per il reato di procurato aborto, impegno che condurrà alla storica approvazione della legge 194.
Parallelamente all’attivismo di piazza e al fianco di Marco Pannella nel Partito Radicale, ricopre importanti incarichi istituzionali:
- Parlamentare: Eletta a più riprese alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo.
- Commissaria Europea (1995-1999): Titolare del portafoglio per la Politica dei Consumatori, la Pesca e le Emergenze Umanitarie (ECHO).
- Ministra della Repubblica: Responsabile del Commercio Internazionale nel Governo Prodi II (2006-2008) e successivamente ministra degli Affari Esteri nel Governo Letta (2013-2014).
- Vicepresidente del Senato: Carica ricoperta dal 2008 al 2013.
La spinta internazionale e gli ultimi anni
Promotrice dell’istituzione della Corte Penale Internazionale e delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria globale sulla pena di morte, Bonino fonda l’organizzazione Non c’è pace senza giustizia per contrastare le mutilazioni genitali femminili. Nel 1999 sfiora l’elezione al Quirinale sostenuta dalla campagna popolare “Emma for President”, spingendo la Lista Bonino all’8,5% alle successive elezioni europee.
Negli ultimi anni, pur segnati dalla diagnosi e dal percorso di cura contro la malattia annunciato pubblicamente, non ha mai interrotto la militanza politica alla guida di +Europa. Particolarmente simbolico l’incontro avvenuto nel novembre 2024 presso la sua abitazione romana con Papa Francesco, che ne aveva riconosciuto il valore come «esempio di libertà e resistenza».
Per la storica leader radicale e di +Europa verranno celebrate le esequie di Stato, disposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le celebrazioni si terranno all’inizio della prossima settimana a Roma.
Il ricordo delle istituzioni
L’omaggio del mondo politico e istituzionale è stato immediato e corale:
- Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica): Il Capo dello Stato ne ha ricordato il ruolo incisivo nel percorso democratico del Paese: «Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società. Ha lasciato un segno nella vita della Repubblica».
- Giorgia Meloni (Presidente del Consiglio): Annunciando la predisposizione dei funerali di Stato, la premier ha definito Bonino «una voce forte e riconoscibile della politica italiana», sottolineando come, pur nella diversità delle posizioni, le vada riconosciuta la determinazione nelle battaglie portate avanti per decenni.
- Roberta Metsola (Presidente del Parlamento Europeo): Ha evidenziato il suo impegno transnazionale affermando che «ha indicato la strada agli altri, l’Europa sentirà la sua mancanza».
Il cordoglio bipartisan
Dai banchi della maggioranza e dell’opposizione si sono susseguiti messaggi che ne evidenziano il valore di «coscienza libera del Paese». Tra i ricordi più commossi, quelli della sua comunità politica di +Europa e del Partito Radicale, che ne hanno sottolineato l’eredità morale sulle libertà individuali, sui diritti civili e sul rispetto della dignità umana.