Scompare a 91 anni l’artista dalla carriera più longeva, icona sofisticata tra “Canzoni della Mala”, Bossa Nova e Jazz.
L’Italia piange la perdita di una delle sue più grandi e sofisticate interpreti: Ornella Vanoni è morta all’età di 91 anni. La notizia della scomparsa della leggenda della musica leggera italiana è stata accolta con profondo cordoglio nel mondo dello spettacolo. “Grazie per tutto quello che ci hai regalato Ornella, lo terremo sempre nel nostro cuore”, si legge sul profilo X del programma “Che tempo che fa,” di cui era ospite fissa e amatissima. Ornella Vanoni e’ morta nella sua abitazione milanese poco prima delle 23 per un arresto cardiocircolatorio. I soccorritori del 118 sono arrivati quando la cantante si era gia’ spenta. (
Nata a Milano, Ornella Vanoni ha costruito una carriera straordinaria e ineguagliabile che ha coperto oltre sessant’anni di storia musicale e teatrale. Artista camaleontica e dalla inconfondibile eleganza, ha venduto oltre 55 milioni di dischi, frutto di 112 lavori pubblicati, collaborando con i più grandi nomi del panorama italiano e internazionale.
La sua carriera prese il via nel 1956 come attrice, dopo gli studi all’Accademia di arte drammatica. Divenne allieva prediletta e compagna di vita del Maestro Giorgio Strehler al Piccolo Teatro, debuttando in opere come Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.
Il debutto canoro risale al 1957 con le celebri “Canzoni della Mala,” brani che raccontavano storie di malavita e poliziotti, attingendo a ballate dialettali. Ma è il suo stile interpretativo, unico e sofferto, a farla spaziare con successo dal pop d’autore alla bossa nova — indimenticabile l’album La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria realizzato con Toquinho e Vinicius de Moraes — fino al jazz, che la vide collaborare con giganti come George Benson, Michael Brecker e Randy Brecker.
La sua vita fu segnata dall’intensa e tormentata storia d’amore con Gino Paoli, che produsse capolavori senza tempo come Senza fine e l’enorme successo commerciale del suo primo 45 giri, Cercami. Nonostante la passione per Paoli, sposò l’impresario teatrale Lucio Ardenzi, dal quale ebbe il figlio Cristiano.
La lista degli autori che hanno scritto per lei è un Pantheon della musica italiana: Dario Fo, Paolo Conte, Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Franco Califano, Mogol, Renato Zero e Riccardo Cocciante.
Nonostante le otto partecipazioni al Festival di Sanremo — dalla prima nel 1965 con Abbracciami forte all’ultima nel 2018 con Imparare ad amarsi—, i suoi maggiori successi discografici restano brani come Una ragione di più (1969), L’appuntamento (1970), Domani è un altro giorno (1971) e il duetto Più (1976).
Tra Teatro, Cinema e Televisione
Oltre al canto, Vanoni non abbandonò mai le scene, recitando in teatro (Rugantino) e al cinema, dal primo Romolo e Remo (1961) fino all’ultimo 7 donne e un mistero (2021). Fu un volto amatissimo anche in televisione, ricoprendo il ruolo di conduttrice, prima donna o ospite fissa in show storici come Giardino d’inverno, Studio Uno e Senza rete, e più recentemente come giudice in talent show.
Ornella Vanoni è stata insignita di tre premi dal Club Tenco e due volte del Premio Lunezia, riconoscimenti che sigillano il suo impatto culturale duraturo. Con la sua scomparsa, la musica italiana perde non solo una voce, ma una vera e propria icona di stile e profondità emotiva.