Si è spento oggi a Tallahassee, in Florida, Ted Turner, l’uomo che ha cambiato per sempre il volto dell’informazione globale. Fondatore della CNN, filantropo, ambientalista e leggenda dell’America’s Cup, Turner aveva 87 anni. Dal 2018 soffriva della demenza a corpi di Lewy, una patologia neurodegenerativa che lo aveva progressivamente allontanato dalla vita pubblica.
Turner non è stato solo un imprenditore, ma il creatore di un modello culturale. Nel 1980, fondando la CNN ad Atlanta, sfidò lo scetticismo generale trasmettendo notizie 24 ore su 24: sotto la sua guida, la CNN ha raccontato in diretta il crollo del Muro di Berlino, le proteste di Piazza Tienanmen e la prima Guerra del Golfo.
Oltre alle news, Turner ha creato pilastri dell’intrattenimento come TBS, TNT, Turner Classic Movies (TCM) e ha acquisito la storica library della MGM e i cartoni di Hanna-Barbera.
Personalità vulcanica e complessa, Turner si considerava un moderno “Citizen Kane”. La sua biografia è un intreccio di successi pubblici e tempeste private: il suo matrimonio con l’attrice Jane Fonda (fino al 2001) lo rese un simbolo della sinistra liberal americana. Fu proprio la Fonda a spingerlo verso la storica donazione di un miliardo di dollari all’ONU.
La fusione tra Turner Broadcasting e Time Warner nel 1996 segnò l’inizio della sua estromissione dalle “stanze dei bottoni”, un evento che lo portò a una profonda depressione.
Negli ultimi decenni si era ritirato nel West, diventando uno dei più grandi proprietari terrieri degli Stati Uniti con oltre due milioni di ettari dedicati alla conservazione ambientale e all’allevamento di bisonti.
Nonostante le divergenze politiche, anche il Presidente Donald Trump ha voluto omaggiare il rivale di un tempo: “È stato un amico e uno dei più grandi di tutti i tempi.” Tuttavia, il tycoon non ha risparmiato una stoccata postuma alla creatura di Turner, criticando quella che definisce la deriva “woke” presa dalla CNN negli ultimi anni, dopo la vendita a Time Warner.
Ted Turner lascia un vuoto incolmabile nel mondo dei media. Figlio di un suicida e segnato da una giovinezza turbolenta, ha vissuto cercando di superare i record dei grandi della storia — da Alessandro Magno a Churchill. Se oggi il mondo vive in una “bolla” di informazione continua, è grazie alla sua intuizione di quasi cinquant’anni fa.
Con la sua scomparsa, se ne va l’ultimo dei grandi magnati che hanno costruito l’impero televisivo del XX secolo.