Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Tony Dallara, il “re degli urlatori”, spentosi a Milano il 16 gennaio 2026 all’età di 89 anni. La notizia, giunta nelle scorse ore, segna la fine di un’epoca per la canzone d’autore e leggera del nostro Paese. Il vincitore di Sanremo 1960 si è spento a 89 anni dopo una lunga malattia. Da “Come prima” a “Romantica”, fu lui a traghettare l’Italia melodica verso il rock’n’roll. Il ricordo di una carriera divisa tra microfono e pennelli.
Se ne va l’uomo che, con un “singhiozzo” vocale e una potenza espressiva senza precedenti, ruppe gli schemi della tradizione ingessata degli anni ’50. Tony Dallara, al secolo Antonio Lardera, è morto in un ospedale milanese dopo aver lottato a lungo contro una malattia che lo aveva già duramente provato nel 2024, quando affrontò due mesi di coma prima di un commovente ritorno pubblico.
Nato a Campobasso ma milanese nel midollo, Dallara crebbe in quella Milano del dopoguerra che era un fermento di jazz e primi vagiti rock.
- L’esplosione di “Come prima” (1958): Incisa con i Campioni (gruppo che vedrà tra le sue fila anche un giovanissimo Lucio Battisti), la canzone vendette oltre 300.000 copie. Fu lo spartiacque: per la critica nacquero gli “Urlatori”. Insieme a lui, Mina e Celentano iniziarono a “gridare” la voglia di modernità di un’Italia che stava cambiando pelle.
- Il trionfo di “Romantica” (1960): In coppia con Renato Rascel, vinse Sanremo e Canzonissima. Il brano divenne un successo globale, scalando le classifiche persino in Giappone.
Quando l’ondata del Beat e dei capelloni travolse il genere melodico, Dallara scelse di assecondare la sua seconda anima: la pittura. Sostenuto da giganti come Dino Buzzati e Renato Guttuso, si affermò come artista astratto e spazialista, frequentando studi del calibro di Lucio Fontana e Andy Warhol. La sua passione per l’arte non è mai stata un hobby, ma una carriera parallela che lo ha portato a esporre fino ai suoi ultimi anni di vita.
Nominato Cavaliere della Repubblica nel 2001 da Carlo Azeglio Ciampi, Tony Dallara ha rappresentato l’anello di congiunzione tra il bel canto di Claudio Villa e la rivoluzione dei cantautori. Negli ultimi anni era diventato una presenza fissa e rassicurante della televisione, custode di una memoria storica fatta di juke-box, musicarelli e un’eleganza pop che non è mai tramontata.
La discografia essenziale: i successi immortali
| Anno | Titolo | Traguardo |
| 1958 | Come prima | Disco d’oro e manifesto degli Urlatori. |
| 1959 | Ghiaccio bollente | Uno dei primi brani “rock-swing” italiani. |
| 1960 | Romantica | Vittoria al Festival di Sanremo. |
| 1961 | Un uomo vivo | Presentata a Sanremo in coppia con Gino Paoli. |
| 1964 | Come potrei dimenticarti | Cantata con la leggenda soul Ben E. King. |