Si è spento all’età di 75 anni il Comandante Alfa, mitico veterano e tra i padri fondatori del GIS (Gruppo di Intervento Speciale), le forze speciali dell’Arma dei Carabinieri. L’annuncio della sua scomparsa è arrivato nella tarda serata attraverso i suoi canali social ufficiali.
Origini di Castelvetrano, luogotenente dell’Arma e considerato tra i carabinieri più decorati d’Italia, il Comandante Alfa ha speso la sua intera vita operativa difendendo la propria riservatezza: la sua reale identità anagrafica e il suo volto, sempre celato dal mefisto d’ordinanza, sono rimasti un segreto di Stato mai svelato.
Il messaggio della famiglia sui canali ufficiali
- «Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del Comandante Alfa. Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo».
1. Dalla rivolta di Trani alla difesa dei magistrati: una carriera nella leggenda
Entrato giovanissimo nelle forze dell’ordine, il Comandante Alfa fu scelto negli anni Settanta per far parte dell’unità d’élite antiterrorismo e anti-sequestro voluta dalle istituzioni per rispondere agli anni di piombo.
LE GRANDI OPERAZIONI NELLA STORIA DEL COMANDANTE ALFA
├── 1980 - IL CARCERE DI TRANI: Il 29 dicembre partecipa al blitz per domare la sanguinosa rivolta dei terroristi all'interno del penitenziario.
├── I SEQUESTRI DI PERSONA: Operazioni sul campo per la cattura dei rapitori di Cesare Casella e la liberazione di Patrizia Tacchella.
├── SCORTA ANTIMAFIA: A Palermo nel 2003 assume il comando della protezione del PM Nino Di Matteo, minacciato dalle cosche.
└── MISSIONI ALL'ESTERO: Prende parte ai teatri operativi internazionali ad alto rischio per conto dello Stato italiano.
2. L’eredità nell’Arma e la carriera da scrittore
Dopo una vita spesa sulle linee di confine della sicurezza nazionale, negli ultimi anni di servizio attivo il Comandante Alfa ha messo la sua immensa esperienza al servizio dei giovani colleghi, lavorando come istruttore di tecniche operative presso il GIS e successivamente presso l’UCIS (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale).
Dopo il congedo formale dall’Arma, avvenuto nel febbraio 2016, aveva intrapreso un’intensa e apprezzata attività di saggista, divulgatore e formatore. Attraverso i suoi libri autobiografici e i suoi interventi pubblici — nei quali si presentava sempre a volto coperto e con i suoi inseparabili occhiali scuri — ha raccontato a migliaia di giovani e cittadini il valore della disciplina, il senso delle istituzioni e la totale dedizione al servizio della patria.