“E’ stato un grosso passo avanti. Non abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo, ma abbiamo fatto tutto il possibile”. Cosi’ il presidente esecutivo designato di Alitalia, Luigi Gubitosi, depo il Cda, commenta il preaccordo raggiunto nella notte tra azienda e sindacati. L’intesa prevede la riduzione degli esuberi da 1.338 a 980 e del taglio degli stipendi all’8%. Il premier Gentiloni si augura che il punto di incontro sia confermato nel referendum tra i lavoratori. Il ministro dello Sviluppo Calenda avverte che se fosse bocciato, “tutti i costi finirebbero sullo Stato e supererebbero il miliardo”.
Alitalia e sindacati hanno raggiunto un accordo nella notte per salvare la compagnia di bandiera, ma la firma avverra’ dopo il referendum tra i lavoratori: prevede la riduzione degli esuberi tra il personale di terra a tempo indeterminato da 1.338 a 980, e la riduzione del taglio degli stipendi all’8%. Il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, ha pero’ avvertito che “se l’operazione dovesse fallire tutti i costi finirebbero sullo Stato”, e si tratta di “piu’ di un miliardo”. Calenda ha aggiunto che il no all’intesa aprirebbe la strada all’amministrazione controllata.
Alitalia e sindacati hanno sottoscritto un verbale di confronto che nel caso di parere positivo dei lavoratori, cui sara’ sottoposto sotto forma di referendum, potra’ diventare un vero e proprio accordo. Gli esuberi previsti per il personale a tempo indeterminato scendono da 1.338 a 980, mentre la riduzione della retribuzione del personale navigante, originariamente intorno al 30%, nel verbale e’ prevista all’8%.
Si riducono gli esuberi del personale a tempo indeterminato di ALITALIA, che scendono dalle iniziali 1338 a 980 unità. A prevederlo è il verbale di confronto, firmato questa notte da azienda e sindacali, attraverso il ricorso a una serie di misure: il superamento dei progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazione; ricorso alla cigs entro maggio 2017 per due anni, attivazione di programmi di politiche attive del lavoro, con riqualificazione e formazione del personale , misure di incentivazione all’esodo,miglioramenti di produttività ed efficienza, con un rinvio in azienda per la definizione entro il prossimo mese.
Il documento si basa sulla situazione di crisi economico-finanziaria, sulla disponibilita’ degli azionisti ad una ripatrimonializzazione di 2 miliardi (di cui 900 milioni di nuova finanza), sul piano industriale approvato dal cda che prevede una crescita dei ricavi ed una significativa riduzione dei costi (di cui circa 1/3 sul costo del lavoro), sull’immissione di risorse finanziarie propedeutica al rilancio della societa’. Su tali basi il verbale prevede la necessita di accelerare la crescita dei ricavi, in particolare con l’inserimento di nuovi aeromobili per il lungo raggio. Riguardo al numero degli esuberi del personale a tempo indeterminato, si legge nel documento, “si e’ ridotto dagli originali 1.338 a 980 attraverso” il superamento “dei progetti di esternalizzazione delle aree manutentive e di altre esternalizzazioni”, il ricorso alla Cigs entro il maggio 2017 per due anni, l’attivazione di programma di politiche attive del lavoro (riqualificazione e formazione del personale) e misure di incentivazione all’esodo, e miglioramenti di produttivita’ ed efficienza” che saranno definiti in ambito aziendale entro il prossimo mese di maggio. Per quanto riguarda il personale navigante, il verbale prevede “scatti di anzianita’ triennali con il primo scatto nel 2020, un tetto di incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%, l’applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi “cityliner (il vettore del breve raggio) indipendentemente dall’aeromobile d’impiego”. In relazione alla produttivita’ del personale navigante e’ prevista la riduzione di un’assistente di volo negli equipaggi a lungo raggio (Boeing 777, ndr). E’ poi prevista una riduzione dei riposi dai 120 annuali a 108 con minimo di 7 al mese. Inoltre si annunciano esodi incentivati per piloti ed assistenti di volo. Per il personale navigante ci sara’ poi il superamento e riproporzionamento delle fasce di indennita’ di volo oraria per il personale part-time. E al termine dei contratti di solidarieta’ saranno valutate le possibilita’ di trasformazione del part-time in base alle esigenze aziendali. Comunque i contratti di solidarieta’ andranno avanti fino alla scadenza prevista per legge al 24 settembre 2018. In relazione alla riduzione dell’8% delle retribuzione, “l’azienda si e’ impegnata, a fronte di un biennio continuativo di Ebitda positiva e non prima del 2022, a discutere con le organizzazioni sindacali sull’eventuale recupero della riduzione”.
“Siamo soddisfatti del lavoro ottenuto: gli esuberi sono calati molto, anche perche’ sono stati ottenuti anche maggiori investimenti nel piano industriale, con piu’ aeromobili e la manutenzione rimasta dentro l’azienda, e crediamo di aver ridotto al minimo I tagli salariali”. Cosi il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, al raggiungimento del verbale tra Alitalia e sindacati. “Crediamo di aver fatto il massimo sforzo possibile per avvicinare le parti”, ha aggiunto.
“Le parti hanno firmato un verbale di confronto che riporta la struttura di un possibile accordo migliorativo (rispetto all’originale piano industriale, ndr)per il numero degli esuberi, per le esternalizzazioni, per i tagli alle retribuzioni”. E’ quanto ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo calenda, al termine del lungo confronto con Alitalia e sindacati iniziato stamane poco dopo le 9. “I sindacati – ha aggiunto – si sono riservati di tenere un referendum gia’ la prossima settimana”.
Il governo “mette a disposizione gli ammortizzatori sociali che hanno consentito di trovare gli equilibri necessari”. E’ quanto ha osservato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del confronto tra Alitalia e sindacati sul nuovo piano industriale “Da parte nostra – ha aggiunto – c’e’ lo stato lo spirito di accompagnamento per un’azienda che non vuole solo uscire da una situazione di difficolta’” ma guardare al futuro. “E’ stato uno sforzo importante e bisogna dare atto alle parti che hanno messo in campo una disponibilita’ che dimostra l’attaccamento all’azienda”.
“Abbiamo definito un verbale di confronto che sottoporremo al giudizio dei lavoratori la prossima settimana con un referendum vincolante”. E’ quanto ha osservato il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine del confronto tra Alitalia e sindacati sul nuovo piano industriale. Ricondando che la situazione e’ molto critica Camusso ha fatto presente che “nulla toglie alle responsabilita’ delle precedenti gestione che hanno portato a questa situazione”.
“E’ stato un lungo lavoro e credo che abbia portato ad un risultato importante”. E’ quanto ha osservato il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, al termine del confronto tra Alitalia e sindacati sul nuovo piano industriale. “Siamo partiti da una proposta di un taglio di costo del lavoro di 168 milioni che e’ passato a 100 milioni, ci veniva richiesto una taglio del 30% dei salari (dei naviganti, ndr) che ora si limita all’8%. Ora tutto cio’ sara’ presentato ai lavoratori e credo che sia un modo responsabile di tutti per credere nel futuro diAlitalia. Tengo a sottolineare – ha aggiunto – che non ci saranno licenziamenti ma cassa integrazione straordinaria per il personale di terra”.
“In questi mesi ci siamo adoperati per evitare i rischi di default dell’Alitalia: abbiamo fatto il massimo sforzo possibile nel confronto ed ora la parola passa ai lavoratori”. E’ quanto ha osservato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine del confronto tra Alitalia e sindacati sul nuovo piano industriale.