Prima di riprendere un confronto sul rinnovo del contratto, va rimosso il tema del ‘Regolamento aziendale’, che dovrebbe entrare in vigore il primo marzo. Lo scrivono i sindacati ai ministri dei Trasporti, dello Sviluppo economico e del Lavoro, in relazione alla convocazione ricevuta sulla vertenza Alitalia. Convocate per oggi alle 16.30 in Assaereo per riprendere il confronto, le sigle si dicono disponibili “piu’ opportunamente in sede governativa, ad un confronto sul tema Rinnovo Ccnl avendolo rimosso da ogni azione unilaterale”.
Vi confermiamo, anche a seguito dell’incontro avuto con il governo, che prima di riprendere un confronto avente oggetto il ‘Rinnovo del Ccnl’ sia indispensabile che si rimuova il tema del ‘Regolamento aziendale’ che dovrebbe entrare in vigore il primo di marzo”. E’ quanto scrivono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo ad Assaereo ai ministri Delrio, Calenda e Poletti, sottolineando che “diamo la nostra disponibilita’, piu’ opportunamente in sede governativa, ad un confronto sul tema Rinnovo Ccnl avendolo rimosso da ogni azione unilaterale”.
Intesa SanPaolo resta in attesa del piano di Alitalia: a confermarlo e’ stato il presidente dello stesso istituto di credito Gian Maria Gros-Pietro a margine di un’audizione dicendosi comunque paziente. “Aspettiamo il piano” ha detto Gros-Pietro e, rispondendo a chi gli chiedeva se perdera’ la pazienza nel caso in cui il piano non arrivi, ha aggiunto: “un banchiere deve essere paziente”.
“I lavoratori di Alitalia Sai e di Cityliner sciopereranno compatti domani, 23 febbraio, per difendere il proprio posto di lavoro e le condizioni contrattuali di fronte all’ennesima crisi che coinvolge la piu’ grande azienda del trasporto aereo”. Lo dichiara Francesco Staccioli di Usb Lavoro Privato Trasporti. “Una crisi che vola sopra le teste dei lavoratori: all’interno di un CdA litigioso, nelle alleanze tra Etihad e Lufthansa dove non si capisce che ruolo possa avere Alitalia, negli incontri riservati a una parte di sigle sindacali e il Governo, mentre quest’ultimo ancora non scioglie la riserva su cosa intenda fare e il Piano industriale rimane tuttora un mistero. I lavoratori non saranno spettatori inermi, nessuno puo’ neanche immaginare di presentare pacchetti preconfezionati e legati al ricatto- continua Staccioli- Attraverso le partecipate assemblee tenute fino a qui e con lo sciopero, i lavoratori vogliono dire la loro e lottare con le proprie parole d’ordine: per un piano di investimenti concreto e per dire un enorme No ai licenziamenti; per dire basta ai tagli salariali e ad eventuali societarizzazioni; per chiedere l’intervento diretto del Governo che assicuri lo sviluppo di Alitalia ma anche per imporre un sistema di regole uguali a tutti gli operatori del Trasporto aereo e far cessare la concorrenza sleale in atto tra i vettori e dentro gli aeroporti. Non si puo’ continuare a curare un malato cronico con la stessa medicina e gli stessi dottori che ne hanno persino peggiorato le condizioni- insiste il sindacalista USB- Gli anni buttati via dietro piani fallimentari impongono una scelta radicale e onerosa che pensiamo possa essere sostenuta attraverso la nazionalizzazione di un’azienda strategica per gli interessi nazionali. Non piu’ un posto di lavoro perso, non piu’ il far west senza regole dentro un settore che sviluppa”, conclude Staccioli.