Nonostante il messaggio di cautela diffuso dall’ONU e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’allarme Hantavirus continua a crescere. Con la conclusione dell’odissea della nave da crociera Mv Hondius, sbarcata a Tenerife dopo quaranta giorni di navigazione, il bilancio dei contagiati sale a dieci: agli otto casi già accertati si sono aggiunti oggi una donna francese, ricoverata in gravi condizioni, e un cittadino americano attualmente asintomatico.
La ricostruzione del contagio riporta alla tragica vicenda dei coniugi olandesi Leo e Mirjam Schilperoord, entrambi deceduti. La coppia, appassionata di birdwatching, avrebbe contratto il virus durante una visita a una discarica a cielo aperto a Ushuaia, nella Terra del Fuoco, inalando particelle virali provenienti da deiezioni di roditori. Secondo gli esperti, le tre settimane di ritardo nell’attivazione dei protocolli di isolamento a bordo dopo i primi sintomi del “paziente zero” avrebbero favorito la nascita del micro-focolaio tra i 149 passeggeri.
Massima allerta in Italia Il Ministero della Salute italiano sta per emanare una circolare con direttive rigide su tracciamenti e controlli ai varchi di frontiera. Al momento, il monitoraggio si concentra su quattro persone:
- Quarantena obbligatoria: Disposta per due marittimi italiani residenti in Campania e Calabria, sbarcati dalla nave focolaio.
- Isolamento volontario: Per una donna a Firenze e un uomo a Padova, che avevano viaggiato sullo stesso volo KLM della donna deceduta a causa del virus. Al momento, nessuno dei soggetti monitorati presenta sintomi.
Le rassicurazioni degli esperti Nonostante la letalità del ceppo andino si attesti intorno al 25%, Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive a Tor Vergata, invita alla calma: “La trasmissibilità da persona a persona resta scarsa. Non siamo di fronte a una pandemia, ma a possibili micro-focolai epidemici”. L’insidia principale resta il lungo periodo di incubazione, che può arrivare fino a otto settimane, motivo per cui l’OMS raccomanda una sorveglianza attiva di almeno 42 giorni per tutti i contatti ad alto rischio.