L’Italia eleva il livello di allerta sicurezza sul proprio territorio, con un’attenzione particolare rivolta agli obiettivi americani e, in vista del Giubileo, all’area del Vaticano. La decisione giunge in un momento di crescente tensione internazionale e ha portato a una serie di incontri e contatti ad alto livello.
A Palazzo Chigi si è tenuto un vertice cruciale che ha visto la partecipazione della premier Giorgia Meloni, dei ministri competenti e dei vertizi dei servizi segreti. Contestualmente, un altro incontro si è svolto al Viminale, coinvolgendo le forze antiterrorismo e l’intelligence, a testimonianza della serietà della situazione. Le misure di protezione sono state innalzate anche nelle basi statunitensi presenti sul territorio italiano, mentre per le basi italiane all’estero è stato assicurato che “tutti i militari sono in sicurezza”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha rassicurato che i militari italiani non sono attualmente “nel mirino”, ma ha sottolineato la necessità di adottare “misure di protezione” ed evitare gli obiettivi americani.
‘A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, ho convocato d’urgenza e presieduto questa mattina una conferenza telefonica tra componenti del governo e vertici dell’intelligence. La crisi è al centro dell’attenzione dell’esecutivo in tutti i suoi risvolti, dalla situazione dei connazionali nella regione, con cui la Farnesina è in costante contatto, agli effetti economici e di sicurezza. L’Italia continuerà a impegnarsi per portare al tavolo negoziale le parti’. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
‘Siamo al lavoro, valutando anche le possibili conseguenze economiche per l’energia. Il governo ha già predisposto tutto anche in caso di peggioramento della situazione, ma noi non lo vogliamo. Puntiamo sulla diplomazia. Non sarà facile ma non bisogna mai arrendersi’. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4.
Le preoccupazioni per un’escalation del conflitto sono state al centro di un colloquio telefonico tra la presidente del Consiglio Meloni e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Quest’ultima ha esortato il governo a mantenere l’Italia fuori dal conflitto, esprimendo una posizione condivisa dalla premier.
‘Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti, e invece lancia le bombe in Iran e infiamma il mondo, aprendo la strada a una pericolosa escalation globale. Facciamo nostre le parole del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres contro l’uso della forza, per il rispetto del diritto internazionale e per il ritorno immediato alla via negoziale. Esprimiamo grave preoccupazione per questo attacco di Trump, che si fa trascinare in guerra da Netanyahu e agisce senza il coinvolgimento del Congresso come invece impone la Costituzione americana’. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. ‘Siamo tutti d’accordo che il regime teocratico e liberticida di Teheran non possa sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non è bombardare, è negoziare. Il Governo italiano dica con chiarezza che non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve provare a fermare prima che sia troppo tardi, e si impegni per la de-escalation e per far tornare tutti gli attori coinvolti al tavolo negoziale, anche per difendere il Trattato di non proliferazione nucleare. L’Italia ripudia la guerra e vuole la pace’, conclude Schlein.
‘L’attacco degli Stati Uniti in Iran segna una pericolosissima esclation, credo che sia un atto grave e pericoloso e apre la finestra su un conflitto dagli esiti incalcolabili con ripercussioni in Europa e nel mondo. Trump segue Netanyahau e fa propria la dottrina di Netanyahu, secondo cui la pace va seguita attraverso la forza’. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in collegamento con lo speciale Tg3. ‘Questa è una prospettiva completamente diversa, quindi viene calpestato il diritto internazionale. Netanyahu da sempre rivendica l’attacco diretto all’Iran per questa preoccupazione sull’atomica, finalmente lo fa nel momento di massima debolezza’ e ‘adesso entra in gioco Trump. L’ordine mondiale va costruito non sulla legge del più forte’, ha aggiunto.
Oggi giornata intensa in Parlamento, con l’informativa della premier Meloni e il voto sulle risoluzioni in vista di due appuntamenti internazionali di rilievo: il vertice NATO di martedì e il Consiglio UE di giovedì.
Nel frattempo, la premier ha intrapreso una fitta serie di contatti internazionali. Telefonate con i leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il leader tedesco Friedrich Merz e il capo del Partito Laburista britannico Keir Starmer. Ha inoltre avuto colloqui con il presidente di turno del G7, Jean-Yves Carney, e con importanti rappresentanti dei Paesi arabi: il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani. L’obiettivo dichiarato di questi contatti è “una rapida ripresa dei negoziati per evitare un ulteriore allargamento del conflitto”.
Infine, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per fare il punto sulla situazione e coordinare le prossime mosse.