Scontro aperto nell’opposizione dopo la proposta del leader M5S di usare le primarie per sciogliere le riserve su Ucraina e riarmo. La segretaria PD congela i gazebo: “Prima i contenuti condivisi”. Renzi rilancia le primarie ma attacca Conte, mentre Tajani punge la coalizione.
Lo strappo sulle primarie e la replica di Elly Schlein
Esplodono le tensioni all’interno del cosiddetto “campo largo” dopo l’uscita di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle aveva lanciato la proposta di ricorrere alle primarie di coalizione per far decidere agli elettori la linea politica dell’alleanza su nodi divisivi come il sostegno militare all’Ucraina, la spesa per la difesa e le grandi opere come la Tav.
In un’intervista al Tg3, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha stoppato nettamente l’iniziativa del leader pentastellato:
“Non funziona così. Prima viene il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione e non soltanto il proprio partito. Adesso non perdiamoci in discussioni interne, concentriamoci sui fallimenti del governo e sulle nostre proposte concrete.” — Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico
La linea fissata dal Nazareno – sostenuta anche dai vertici di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) – ribalta l’impostazione di Conte, subordinando la scelta del leader alla preventiva stesura di una sintesi programmatica chiara.
Le reazioni politiche: Renzi e il centrodestra
La spaccatura nel fronte progressista ha innescato immediate reazioni sia al centro sia nella maggioranza di governo:
- Matteo Renzi (Italia Viva): Pur dichiarando di non condividere le posizioni di Conte sull’Ucraina (“Ci sono due idee di sinistra, come tra Biden e Ocasio-Cortez”), si dice favorevole alla sfida dei gazebo: “Andiamo alle primarie subito con un patto di ferro: il giorno dopo si sta tutti insieme, altrimenti è una presa in giro”.
- Antonio Tajani (Forza Italia): Il vicepremier attacca la segretaria dem sulla politica estera: “Preoccupa l’assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filorusse di Giuseppe Conte. Ci dica se sta dalla parte dell’Ucraina o con Putin, se sta con l’Europa o contro l’Europa”.
Il banco di prova parlamentare sul riarmo Ue
I nodi programmatici rischiano di venire al pettine molto presto. Le opposizioni sono al lavoro per provare a stilare un documento unitario in vista delle comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla Camera sulla clausola di salvaguardia per gli investimenti in difesa ed energia.
Il punto di maggior attrito riguarda il programma europeo SAFE (Security and Defense Financial Engine) e l’uso del debito comune per le spese militari: M5S e AVS sono fermamente contrari, mentre all’interno del Partito Democratico convivono diverse sensibilità.