Dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi e il colloquio tra il presidente del Consiglio Meloni con la madre di Cecilia Sala, il governo cerca di stringere i tempi per la liberazione della giornalista arrestata in Iran, e chiede il rispetto dei suoi diritti durante la detenzione. Questa mattina l’ambasciatrice andrà al ministero a Teheran a formalizzare le richieste, già rivolte ieri dal ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Tajani, al loro ambasciatore. Teheran ha chiesto la liberazione dell’ingegnere iraniano Mohamed Abedini detenuto a Milano. A decidere saranno i magistrati, che per ora gli negano i domiciliari.
“La priorità di tutti adesso è ottenere la liberazione di Cecilia Sala e farla rientrare in Italia. Le notizie sulle sue condizioni sono preoccupanti, il governo si adoperi per far rispettare i suoi diritti fondamentali. Quello che è successo non è accettabile, a maggior ragione senza avere chiarezza sui motivi dell’arresto”. Così alla Stampa la segretaria del Pd Elly Schlein. “Deve essere chiaro – aggiunge – che chi calpesta la dignità di Sala sta calpestando la dignità dell’Italia”. Con il governo “siamo in contatto, chiediamo di essere coinvolti e informazioni sulle iniziative assunte per la sua liberazione. Fin dal primo momento noi abbiamo rispettato la richiesta di discrezione e offerta collaborazione, com’è giusto vista la delicatezza della situazione, ma è importante che ci sia condivisione con tutte le forze politiche in Parlamento” .
“La situazione di nostra figlia, Cecilia Sala, chiusa in una prigione di Teheran da 16 giorni, è complicata e molto preoccupante. Per provare a riportarla a casa il nostro governo si è mobilitato al massimo e ora sono necessari oltre agli sforzi delle autorità italiane anche riservatezza e discrezione. In questi giorni abbiamo sentito l’affetto, l’attenzione e la solidarietà delle italiane e degli italiani e del mondo dell’informazione e siamo molto grati per tutto quello che si sta facendo La fase a cui siamo arrivati è, però, molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione Per questo abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno mostrerà accogliendo questa nostra richiesta”. È quanto si legge in una nota di Elisabetta Vernoni e Renato Sala, genitori di Cecilia Sala.