La Camera ha approvato in via definitiva la legge che punisce con la reclusione da 2 a 6 anni l’incitamento all’odio razziale. Negare la Shoah diventa un reato, punito con il carcere e pesanti sanzioni. Per domani e’ atteso nell’aula del Senato il decreto banche, su cui il governo potrebbe porre la fiducia.
Il ddl sul NEGAZIONISMO, approvato ieri dalla Camera in via definitiva e diventato legge, configura un nuovo reato. Con l’introduzione del comma 3 bis all’art. 3 della legge 13 ottobre 1975 n. 654 (e successive modifiche) si dispone l’applicazione della pena “da due a sei anni se la propaganda, ovvero l’istitigazione e l’incitamento commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah, o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto della Corte penale internazionale”. In sostanza, il NEGAZIONISMO diventerà un’aggravante, aggiunta alla legge Mancino, rispetto ai reati di discriminazione razziale e di stampo xenofobo. Con il nuovo reato si punisce con la reclusione da 2 a 6 anni, l’incitamento all’odio razziale che si fonda “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”.