Il presidente francese Macron ha chiamato stamattina la premier Meloni e il primo ministro greco Mitsotakis per coordinare l’invio di mezzi militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale ‘in uno spirito di solidarietà europea’.
Di fronte all’incendio che divampa in Medio Oriente, l’Europa mediterranea prova a serrare i ranghi. In una mattinata di frenetiche consultazioni telefoniche, il Presidente francese Emmanuel Macron ha contattato la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis per coordinare una risposta militare congiunta. L’obiettivo, confermato dall’Eliseo e da Palazzo Chigi, è il dispiegamento di assetti aerei e navali a protezione di Cipro e del Mediterraneo orientale, in quello che viene definito un atto di «solidarietà europea» senza precedenti.
Difesa aerea e libertà di navigazione
Il colloquio tra Meloni e Macron si è concentrato sulle implicazioni globali del conflitto iraniano. Due i fronti caldi individuati dai leader:
- Il Mar Rosso: Collaborazione stretta per garantire la libertà di navigazione, messa a dura prova dalle ostilità.
- Il Libano: Un impegno comune per esercitare ogni pressione diplomatica e militare necessaria a evitare che il fronte nord di Israele esploda in una guerra aperta.
Palazzo Chigi ha ribadito la ferma condanna agli «ingiustificabili attacchi iraniani» contro le nazioni del Golfo, confermando la volontà dell’Italia di sostenere la sicurezza dei partner regionali.
Svolta a Parigi: basi aperte ai jet americani
In un netto cambio di postura rispetto alle tradizionali prudenze galliche, la Francia ha autorizzato le forze statunitensi a utilizzare temporaneamente le proprie basi (tra cui quella strategica di Istres) per le operazioni in corso. Lo Stato Maggiore francese ha però posto una condizione politica invalicabile: il supporto logistico è concesso esclusivamente per la difesa dei partner e la protezione delle rotte, non per partecipare a raid offensivi diretti sul territorio dell’Iran.
Difesa attiva e droni abbattuti
La Francia è già passata all’azione. Macron ha annunciato che le forze francesi hanno abbattuto droni iraniani per «legittima difesa», dopo che alcune installazioni transalpine – in particolare ad Abu Dhabi – erano finite nel mirino di Teheran. Parigi ha deciso di dispiegare «ingenti risorse militari» per proteggere i propri interessi e quelli degli alleati, mentre si osserva con estrema cautela il fronte degli Houthi: i ribelli yemeniti, pur minacciando l’intervento, non sono ancora entrati ufficialmente nel conflitto.
Il ruolo di Cipro e il Consiglio Atlantico
L’isola di Cipro sta diventando l’hub logistico della resistenza europea all’escalation. Il coordinamento tra Roma, Parigi e Atene punta a creare una “bolla di sicurezza” nel Mediterraneo orientale per evitare che il conflitto travalichi i confini mediorientali. Nel frattempo, a Bruxelles, la riunione del Consiglio Atlantico sta analizzando i dossier dell’intelligence su Teheran per definire il perimetro di un eventuale intervento della NATO a supporto dei singoli Stati membri.
I tre pilastri dell’accordo Meloni-Macron:
- Protezione di Cipro: Coordinamento militare immediato nel Mediterraneo orientale.
- Scudo per il Golfo: Sostegno alle monarchie arabe colpite dai missili iraniani.
- De-escalation in Libano: Monitoraggio costante per evitare l’apertura di un terzo fronte.