Sorrisi, abbracci e una scenografia mediterranea che cancella la narrativa delle incomprensioni diplomatiche. Il 36° Vertice intergovernativo tra Italia e Francia, svoltosi nella suggestiva cornice di Antibes in Costa Azzurra, sigla un rinnovato e solido asse politico tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron.
Accompagnati da ben nove ministri per parte (per l’Italia presenti tra gli altri Antonio Tajani e Guido Crosetto, mentre il vicepremier Matteo Salvini è stato sostituito dal viceministro Edoardo Rixi), i due leader hanno rivendicato la centralità della cooperazione bilaterale per gli equilibri continentali:
Emmanuel Macron: «Francia e Italia sono partner naturali e assolutamente indispensabili l’uno per l’altro».
Giorgia Meloni: «Senza Italia e Francia, l’Europa e l’intero Occidente non sarebbero quello che sono oggi. Tra me ed Emmanuel non ci sono mai state relazioni glaciali, ma solo il confronto franco tra due leader che difendono i rispettivi interessi nazionali».
Il piatto forte: la coalizione internazionale per il Libano post-UNIFIL
Il dossier più rilevante emerso dall’ora di faccia a faccia a Villa Eilenroc riguarda la stabilità del Medio Oriente. In vista della scadenza della missione UNIFIL a fine anno, Roma e Parigi – storicamente in prima linea nel Paese dei Cedri – hanno annunciato il lancio di una nuova coalizione internazionale per strutturare un meccanismo post-UNIFIL.

Difesa, nucleare e Bilancio UE: firmati oltre 20 accordi
Il vertice si è chiuso con la firma di ben sette macro-intese che declinano oltre 20 accordi di cooperazione settoriale:
- Energia e Nucleare: Macron ha espresso forte plauso per la nuova legge sul nucleare in via di approvazione nel Parlamento italiano. Le imprese francesi hanno confermato la piena disponibilità a collaborare con le controparti italiane sui progetti legati ai mini-reattori di ultima generazione.
- Difesa e Spazio: Siglata una nuova road map strategica per i progetti militari congiunti e per la gestione delle infrastrutture aerospaziali.
- Fronte Economico a Bruxelles: Meloni e Macron hanno concordato una linea comune sul prossimo bilancio europeo, chiedendo che i nuovi capitoli di spesa non vengano finanziati tagliando i fondi storici della PAC (Politica Agricola Comune) e della Coesione territoriale.
Il fattore Trump e la stoccata sulle ingerenze francesi
In conferenza stampa non sono mancati i passaggi politicamente più spigolosi. Sollecitata sulla leader della destra francese Marine Le Pen, Meloni ha lanciato un chiaro messaggio contro le storiche ingerenze d’Oltralpe: «La rispetto come chiunque abbia il consenso dei cittadini, ma non dico ai francesi cosa sia meglio per il loro futuro. Io non ho gradito quando in passato è stato fatto nei miei confronti».
La premier ha infine minimizzato le polemiche giornalistiche sulle sue espressioni facciali («Sono una persona molto espressiva, i video vengono spesso interpretati»), cogliendo l’occasione per chiarire indirettamente le recenti tensioni con l’America di Donald Trump nate dopo le rivelazioni di Mark Rutte sulle basi italiane: Meloni ha ricordato come l’utilizzo tecnico degli scali sia slegato da scelte politiche estemporanee, alludendo alla “delusione reiterata” manifestata dal tycoon su questo specifico dossier.