L’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán, culminato con la concessione a Budapest di un’esenzione di un anno dalle sanzioni per l’acquisto di petrolio e gas russo, ha suscitato un imbarazzato silenzio all’interno della Commissione Europea. Nessun commento ufficiale è trapelato dall’esecutivo comunitario.
L’intesa, tuttavia, ha scatenato l’indignazione di personalità di spicco e dell’opposizione ungherese, che leggono la mossa come un pericoloso tentativo di destabilizzare l’unità europea e un chiaro sostegno elettorale al premier sovranista.
L’ex Presidente della Commissione Europea ed ex Premier italiano, Romano Prodi, ha espresso una ferma condanna, ritenendo che il vero obiettivo di Trump sia “di spaccare l’Europa”. “Ma vi rendete conto: dopo aver detto che non dobbiamo mai comprare gas russo, siamo arrivati a dire ‘tu lo puoi comprare’,” ha attaccato Prodi, visibilmente irritato. “Siamo arrivati all’infamia, entrare nella politica di un paese è qualcosa che non si è mai visto.”
Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, pronto a sfidare Orbán alle prossime elezioni di aprile e, secondo i sondaggi, in vantaggio di 10 punti, è convinto che l’esenzione sia un vero e proprio “regalo elettorale” offerto da Trump al suo alleato. “Trump sta offrendo a Orbán un’ancora di salvezza, un salvagente politico ed economico in vista delle elezioni. L’esenzione dalle sanzioni è valida per un anno, proprio mentre la campagna elettorale sta per iniziare,” ha sottolineato Magyar, leader del partito Tisza.
Secondo l’opposizione, questa mossa consentirà a Orbán di placare il malcontento interno, dovuto al caro vita e all’aumento delle bollette energetiche, permettendogli di evitare ulteriori rincari e fare campagna elettorale vantando l’amicizia con il Tycoon.
Anche i membri della cosiddetta “maggioranza Ursula” in Europa hanno espresso preoccupazione, temendo una strategia coordinata per minare l’autonomia europea:
Nicola Zingaretti (PD): “L’accordo Trump-Orbán mostra dove ci vogliono trascinare le destre nazionaliste: lontano dall’autonomia […] verso uno scambio tra protezione e favori in cambio di obbedienza e boicottaggio dell’unità.”
Sandro Gozi (Liberale): L’europarlamentare è stato netto: “Trump è molto più interessato a indebolire l’Ue dall’interno che a fermare Mosca. E Orbán fa il suo gioco: blocca l’Europa, protegge Putin e ora si vanta di aver ottenuto un’esenzione illimitata sul petrolio e sul gas russi.” Gozi ha suggerito provocatoriamente che l’Ungheria “potrebbe uscire dall’Ue e diventare il 51° Stato dell’America trumpiana.”
Il forte legame tra il leader di Fidesz, unico premier europeo ad aver appoggiato esplicitamente Trump alle scorse presidenziali, e il Tycoon appare ora chiaro e finalizzato a un reciproco scambio di favori politici ed economici.