Il Sud America è sull’orlo di un conflitto su vasta scala. Nelle prime ore di oggi, 3 gennaio 2026, una serie di esplosioni ha squarciato il silenzio di Caracas. Fonti della Casa Bianca, citate dall’emittente statunitense Fox News, hanno confermato ufficialmente che le detonazioni sono il risultato di un attacco militare diretto degli Stati Uniti contro la capitale venezuelana.
Secondo le prime ricostruzioni, l’operazione aerea ha preso di mira siti strategici nel cuore della città. Le esplosioni più forti sono state avvertite nel quartiere di La Carlota, dove si trova la base aerea Generalissimo Francisco de Miranda. Testimoni oculari riferiscono di fiamme e colonne di fumo che si levano dagli hangar della base, mentre numerosi velivoli militari continuano a sorvolare la zona a bassa quota.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha fornito un bilancio preliminare dei siti colpiti, che includerebbero il Palacio Federal Legislativo (sede del Parlamento), il Cuartel de la Montaña, luogo simbolo che ospita il mausoleo di Hugo Chávez, e diverse infrastrutture elettriche, che hanno causato un blackout totale in ampi settori della capitale.
Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha reagito immediatamente firmando il decreto di Stato di Emergenza. In un messaggio alla nazione, ha definito l’azione americana una “aggressione militare estremamente grave” finalizzata al regime change.
“Il popolo, la polizia e l’esercito sono dispiegati in perfetta unità per garantire la sovranità”, si legge nella nota ufficiale di Palazzo Miraflores. Il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha denunciato il tentativo di una “guerra coloniale”, annunciando il ricorso formale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per violazione della Carta fondamentale delle Nazioni Unite.
Il raid giunge dopo settimane di tensioni altissime tra l’amministrazione statunitense e Caracas. Solo pochi giorni fa, il presidente degli Stati Uniti aveva rivendicato la responsabilità di un attacco a un impianto marittimo venezuelano, segnando l’inizio dell’offensiva.
Il vicepresidente del Consiglio federale russo, Konstantin Kosachev, ha condannato duramente l’attacco: “Il diritto internazionale è stato violato, questa operazione non ha alcuna base sostanziale”.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rassicurato sulla situazione dei connazionali: “Al momento la situazione per gli italiani in Venezuela è tranquilla, non abbiamo ricevuto chiamate d’emergenza, ma la nostra unità di crisi e l’ambasciata sono a disposizione”.