Nel corso della presentazione del suo libro “Una nuova primavera” a Lucera, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha sferrato un duro attacco all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il leader 5 Stelle ha contestato i quattro anni di gestione della maggioranza, definendo «deprimente» lo stallo sulle riforme strutturali e denunciando un presunto controllo della politica sul sistema dell’informazione.
Il bilancio del Governo: «Nessuna riforma e ceto medio impoverito»
Conte ha criticato i risultati della maggioranza di centrodestra sul piano delle riforme istituzionali ed economiche:
- Stallo parlamentare: Il leader M5S ha sottolineato come, a fronte delle aspettative create, l’unica discussione in corso riguardi la legge elettorale: «È deprimente tenere bloccato il Parlamento su questo tema quando famiglie e imprese affrontano priorità ed emergenze quotidiane».
- La gestione del PNRR: Conte ha ricordato l’eredità dei 209 miliardi ottenuti con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: «È la prima volta nella storia repubblicana che un premier si insedia e trova un vassoio d’argento di questa portata. Nel 2018 trovai la scrivania vuota».
- Impatto socio-economico: Secondo il leader pentastellato, il governo ha favorito l’accumulo di ricchezza a vantaggio dell’establishment economico e dei fondi stranieri, a scapito del ceto medio e dei salari dei lavoratori.
La difesa di Ranucci e le accuse di censura: «Peggio che con Berlusconi»
In merito alla rimozione di Sigfrido Ranucci dalla guida di Report, Conte ha espresso una ferma condanna nei confronti dei vertici Rai e dell’esecutivo:
- L’«Editto Meloni»: La sostituzione del conduttore viene definita da Conte come un’azione «pilotata da Palazzo Chigi» per regolare un conto aperto con l’informazione d’inchiesta.
- Libertà di stampa: Il presidente M5S ha sostenuto che «lo stato dell’informazione in Italia oggi è persino peggiore rispetto ai tempi di Berlusconi», citando la concentrazione del controllo sui media e ricordando come Ranucci debba essere tutelato in quanto vittima di minacce e intimidazioni, e non allontanato.
La rotta per il campo progressista
Sul piano strategico interno all’opposizione, Conte ha ribadito la natura sociale del M5S all’interno del campo progressista:
- Radicalità nei contenuti: La coalizione deve porsi l’obiettivo di «andare a Palazzo Chigi per cambiare il Paese», rifiutando logiche di conservazione e favorendo politiche redistributive per chi si trova in difficoltà economica.
- Autonomia d’azione: Il Movimento, pur dialogando con le altre forze dell’alleanza, intende mantenere la propria identità di rottura contro le disuguaglianze e il sistema di potere consolidato.