Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denuncia l’impiego di vettori balistici fornite da Pyongyang nel raid russo su Zaporizhzhia, che ha causato almeno 6-7 morti e decine di feriti. Intanto la Corea del Sud ribadisce il proprio no alla fornitura di armamenti letali a Kiev.
1. Il raid su Zaporizhzhia e le accuse di Zelensky
Il bombardamento russo sulla città meridionale di Zaporizhzhia ha provocato un bilancio tragico di vittime (almeno sei morti e 19 feriti) e ingenti danni alle infrastrutture civili e industriali (compreso il complesso siderurgico Zaporizhstal):
- I vettori utilizzati: Secondo quanto dichiarato da Zelensky su X, Mosca ha impiegato una combinazione di bombe guidate, missili ipersonici Zircon e missili balistici nordcoreani, con l’obiettivo di “infliggere il massimo danno”.
- I presunti contingenti di Pyongyang: La denuncia si inserisce nel contesto dei precedenti allarmi lanciati da Kiev sul dispiegamento di vettori e sul possibile invio di un contingente tra i 30.000 e i 50.000 soldati nordcoreani a supporto della Russia.
2. Il rifiuto della Corea del Sud sugli aiuti militari
Nonostante le sollecitazioni di Zelensky affinché Seul avviasse una cooperazione militare attiva per rafforzare le difese aeree ucraine, il governo sudcoreano ha espresso un chiaro rifiuto:
- Posizione di Seul: Fonti del Ministero degli Esteri sudcoreano hanno confermato che il Paese limiterà il proprio supporto all’assistenza umanitaria, energetica e infrastrutturale, escludendo l’invio di sistemi d’arma o forniture militari letali.
3. La versione di Mosca e i raid di ritorsione ucraini
Sul fronte opposto, la Russia e l’Ucraina hanno riportato ulteriori operazioni militari nelle stesse ore:
| Parte | Obiettivo Colpito / Dichiarato | Esito / Danni |
| Russia (Mosca) | Impianto siderurgico Zaporizhstal e hub logistico Nova Poshta a Kiev | Afferma di aver distrutto depositi di materiale bellico e componenti per droni. |
| Ucraina (Kiev) | Raffineria Orsknefteorgsintez (Orenburg, Russia) e infrastrutture a Voronezh | Danni a impianti di stoccaggio e lavorazione del petrolio; un morto nella regione di Voronezh. |
ATTACCO DI DRONI A NOVOROSSIJSK: HIT IL TERMINAL PETROLIFERO E LA BASE NAVALE SUL MAR NERO
Nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2026, una massiccia incursione condotta dalle forze ucraine con droni aerei e natanti senza pilota ha colpito la città portuale di Novorossijsk, nello Krasnodar Krai russo. Si registrano incendi nelle infrastrutture strategiche del porto e vittime civili.
1. I bersagli colpiti e i rilevamenti satellitari
Secondo i dati dei sistemi di monitoraggio satellitare (tra cui NASA FIRMS) e i canali d’intelligence OSINT (Crimean Wind, Exilenova+), l’attacco si è concentrato sulle infrastrutture energetiche, militari e logistiche dello snodo sul Mar Nero:
- Terminal petrolifero Sheskharis: Rilevate anomalie termiche e focolai presso i moli del terminal energetico.
- Porto militare (Voennaya Gavan): Gli impatti hanno interessato l’area dove sostano navi e sottomarini della Flotta del Mar Nero. Sotto osservazione il molo occidentale (utilizzato da navi da sbarco e pattugliatori) e il molo numero 6.
- Terminal cerealicolo (Novorossiysk Grain Plant): Un incendio di ampie dimensioni è stato registrato all’interno del complesso per il trasbordo di cereali ed agricoltura.
2. Le dichiarazioni e il bilancio delle autorità russe
Le autorità locali e regionali confermano l’incursione ma attribuiscono i danni e le vittime prevalentemente alla caduta dei detriti dei velivoli abbattuti dalla contraerea:
- Vittime civili: Il governatore del territorio di Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito della morte di due persone (tra cui un bambino di otto anni) e del ferimento di 12 residenti.
- Danni materiali urbani: Colpiti 21 edifici residenziali, quattro impianti/aziende e un cantiere edile.
- Smentite ufficiali: Mosca non ha confermato ufficialmente gli incendi presso la base militare o il terminal energetico, pur riconoscendo l’intensità dell’attacco e l’intervento dei sistemi di difesa aerea.