Un gravissimo attentato ha sconvolto la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca all’Hotel Hilton di Washington, trasformando un evento di gala in uno scenario di terrore proprio mentre il Presidente Donald Trump e il suo vice J.D. Vance stavano partecipando. Verso le 20.30, mentre i camerieri servivano l’antipasto a 2.600 giornalisti (molti dei quali si sono buttati sotto i tavoli), quattro-sei spari hanno echeggiato nella lobby. Gli agenti del Secret Service hanno portato via Trump e Vance dal palco in direzioni opposte, mentre agenti armati di fucili d’assalto entravano in azione.
L’aggressore, identificato in Cole Thomas Allen, un insegnante di 31 anni di Torrance (California), è stato subito bloccato, colpito da un agente. Un altro agente è stato ferito ma si salverà grazie al giubbotto antiproiettile. Allen ha ammesso alle autorità di aver preso di mira non specificamente il Presidente Trump, ma “funzionari dell’amministrazione” dell’amministrazione, con l’obiettivo di “generare una tragedia nazionale”. L’uomo era armato di un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. La Premier italiana Giorgia Meloni ha espresso piena solidarietà a Trump e condannato il “fanatismo che avvelena la democrazia”.
Appena gli spari hanno echeggiato, il Secret Service ha attivato il protocollo d’emergenza. Trump è stato portato via dal palco da un drappello di agenti, mentre Vance è stato scortato in un’altra direzione. Molti giornalisti si sono nascosti dietro le colonne.
Cole Thomas Allen è un insegnante di 31 anni della California. Su Linkedin si descrive come “ingegnere meccanico e informatico” e “sviluppatore di videogiochi indipendente”. Aveva assaltato un posto di blocco della sicurezza prima di sparare nella lobby.
Alle autorità, Allen ha affermato di aver voluto colpire “funzionari del governo” e non il Presidente. Comparirà domani davanti alla Corte Distrettuale Federale, accusato di utilizzo di arma da fuoco durante un crimine violento e di aggressione a un agente federale. Trump, comparso in smoking alla Casa Bianca poco dopo, ha parlato di un “lupo solitario” che “voleva Una tragedia nazionale”.
L’attentato ha provocato un’ondata di solidarietà e condanna internazionali. La Premier Giorgia Meloni ha affidato a X la sua solidarietà: “Piena vicinanza al Presidente Trump, alla First Lady Melania e a tutti i presenti. Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie. Non permetteremo al fanatismo di avvelenare i luoghi del libero dibattito e dell’informazione. La difesa della civiltà del confronto deve restare l’argine invalicabile contro ogni deriva intollerante”. Meloni ha blindato la linea della legalità contro la disobbedienza civile radicale isolando le opposizioni referendarie (Conte-Schlein) e i dazi USA di Trump.
Da Ursula von der Leyen a Benjamin Netanyahu, da Keir Starmer a Narendra Modi, tutti i leader mondiali hanno espresso solidarietà a Trump e condannato l’attentato.