L’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci di Report e la sua famiglia è stato al centro dell’informativa urgente alla Camera e al Senato del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Il responsabile del Viminale ha definito l’episodio “un attacco non solo alla persona, ma alla libertà di stampa e ai valori fondamentali della nostra democrazia”, ma ha subito respinto al mittente le polemiche.
“Chi utilizza questo grave atto intimidatorio per adombrare una qualche responsabilità del Governo offende la verità e le istituzioni, con scarso senso dello Stato”, ha tuonato Piantedosi, sottolineando che i dati relativi alle intimidazioni contro i giornalisti mostrano un calo da quando l’esecutivo è in carica.
Piantedosi ha presentato una panoramica degli episodi di intimidazione, evidenziando come i momenti di maggiore criticità non coincidano con l’attuale legislatura:
- Quinquennio 2020-2024: Registrati 718 episodi, con una media di circa 143 all’anno.
- Picco nel 2021: L’anno con il maggior numero di eventi, ben 232, “quando non era in carica questo Governo”.
- Dato più basso nel 2023: Solo 98 episodi.
- Calo nell’attuale legislatura: Il ministro ha evidenziato una diminuzione degli episodi, sottolineando l’andamento per “evidenziare la strumentalità delle polemiche ascoltate in questi giorni contro il Governo”.
- Primo semestre 2024: Registrate 81 segnalazioni di minacce.
Le Matrici e le Modalità delle Minacce
Il ministro ha anche analizzato le matrici principali delle intimidazioni, distinguendo tra criminalità (organizzata e comune), natura socio-politica e una terza categoria generica. “Nel quinquennio le maggiori occorrenze si sono verificate per motivi di tipo socio-politico”, ha spiegato, specificando che tale “matrice” va intesa in un’accezione ampia, legata ai principali temi del dibattito pubblico. Anche qui, il picco degli atti intimidatori a sfondo socio-politico si è registrato nel 2021 (113 episodi), a fronte dei 40 del 2023.
Riguardo alle modalità, Piantedosi ha segnalato che:
- La forma statisticamente più ricorrente proviene dal web e dalle piattaforme social, ed è in crescita. Nel solo primo semestre 2024, su 81 casi totali, 31 sono stati via web.
- Le minacce mediante aggressione fisica hanno registrato un picco nel 2021 (41 casi), ma mostrano da allora una tendenza alla riduzione.
Piantedosi ha inoltre voluto rassicurare sull’impegno per l’individuazione dei responsabili dell’attentato, sottolineando che “il lavoro delle forze di polizia prosegue con intensità per assicurare rapidamente alla Giustizia i responsabili”.
Ha ricordato che Ranucci è sotto tutela da tempo proprio in ragione della sua attività di giornalista d’inchiesta:
- Dal 16 luglio 2020 era attivo un dispositivo di vigilanza generica radiocollegata.
- Dal 30 giugno 2021 si è passati a una vigilanza ad orari convenuti.
- Dal 13 agosto 2021 è stata modulata una tutela personale di 4° livello. Una decisione, ha precisato Piantedosi, presa da lui stesso quando era Prefetto di Roma.
Il ministro ha, infine, espresso apprezzamento per il comportamento “di grande responsabilità” e le “dichiarazioni estremamente equilibrate” dello stesso Ranucci, che si sono mantenute “lontane da ogni ricostruzione dietrologica”.
A margine dell’informativa, parlando con i cronisti, Piantedosi si è mostrato fiducioso anche sugli investimenti per le forze dell’ordine, affermando che i fondi “ci sono già, si tratta solo di consolidare un trend crescente” e che, come per l’anno scorso, l’attenzione alla sicurezza “troverà realizzazione anche quest’anno” nel percorso della legge di bilancio.