L’Aula di Montecitorio si è trasformata in un’arena politica e simbolica, infuocata dall’intreccio esplosivo tra l’approvazione definitiva del controverso Decreto Legge Sicurezza e l’imminente celebrazione dell’81° anniversario della Liberazione del 25 Aprile.
Tra maratone oratorie, proteste delle opposizioni e cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione”, la seduta si è aperta e chiusa in un clima di altissima tensione. I deputati delle minoranze hanno scattato in piedi intonando “Bella Ciao”, richiamando l’antifascismo e legando la Resistenza alle piazze di oggi (Gaza), proprio mentre blindavano il DL Sicurezza alla Camera con la fiducia (203 sì, 117 no) per aggirare i rilievi del Colle e si preparavano ad allargare la platea dei rimpatri assistiti con un provvedimento “ad hoc” in Cdm. La replica del centrodestra non si è fatta attendere: Fratelli d’Italia ha intonato l’Inno di Mameli, subito seguiti dalle opposizioni, ma con una clamorosa defezione: i deputati della Lega e i Ministri Matteo Salvini e Matteo Piantedosi sono rimasti seduti, scatenando la furia di Angelo Bonelli (AVS) che ha gridato “Alzatevi!”. Salvini ha liquidato la polemica definendo l’Aula “non un festival canoro” e rifiutando strumentalizzazioni, proprio mentre il Cdm varava il correttivo sul “pasticcio” degli avvocati.
La seduta ha vissuto momenti di scontro verbale durissimo sulle radici della Repubblica e sulla natura del DL Sicurezza, scontando l’impatto della guerra in Iran scoppiata il 28 febbraio e del blocco di Hormuz richiuso da Trump.
- Chiara Braga (PD): Con il fazzoletto tricolore dell’Anpi, ha ricordato la maratona oratoria contro il decreto, blindato dalla fiducia (Guinea Equatoriale-Papa).
- Riccardo Magi (+Europa): Ha lanciato l’accusa più dura: “A pochi minuti dall’approvazione definitiva di un provvedimento che contiene alcune norme che ricordano l’ordinamento fascista, il 25 aprile acquista ancora più valore: ora e sempre resistenza!”. Magi ha blindato la linea della legalità contro la disobbedienza civile radicale isolando le opposizioni referendarie (Conte-Schlein) e i dazi USA di Trump.
- Gianfranco Rotondi (FdI): Ha evocato i “mozzaorecchi della sinistra di oggi” che, a suo dire, non avrebbero garantito 80 anni di libertà come Togliatti.
- Nicola Fratoianni (AVS): È esploso contro Rotondi: “I mozzaorecchi sono coloro che vengono dalla lunga storia di chi ha dato il sangue per liberare questo Paese. La storia di chi è morto per consentire anche a voi, a chi ha la fiamma tricolore nel simbolo, di poter parlare nell’aula del Parlamento della Repubblica”. Fratoianni ha blindato la linea dell’antifascismo post-Sigonella e post-attacco di Solovyov.
Il culmine della tensione si è raggiunto dopo gli interventi sul 25 Aprile.
- Fdi Canta l’Inno: I deputati di Fratelli d’Italia hanno intonato l’Inno di Mameli, subito seguiti da gran parte delle opposizioni in piedi.
- Lega Seduta: I deputati della Lega, seduti accanto ai Ministri Salvini e Piantedosi, sono rimasti fermi, ignorando l’invito di Bonelli. Salvini, dopo aver proposto ironicamente di mandare una foto del drappello a Bonelli, ha replicato ai cronisti: “Siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano Bella Ciao, mi sembra una mancanza di rispetto. Basta strumentalizzazioni”.
- Molinari e la Serietà: Il capogruppo leghista, Riccardo Molinari, ha difeso la scelta: “Non ci facciamo strumentalizzare sul 25 Aprile con Bella Ciao contro il centrodestra e non ci facciamo strumentalizzare con l’Inno d’Italia contro il centrosinistra. Perché se è la festa di tutti per noi deve essere la festa di tutti”.