“I ballottaggi segnano per i candidati del Pd una sconfitta netta senza attenuanti a Torino e Roma contro le candidate del M5S e una vittoria chiara e forte a Milano e Bologna contro i candidati delle Destre”. Cosi’ in una nota ufficiale del Pd. “Il quadro nazionale, invece, e’ molto articolato. Perdiamo alcuni Comuni dove abbiamo governato a lungo e vinciamo in altri Comuni dove da vent’anni la destra era maggioranza. La Lombardia, per esempio, vede per la prima volta tutti i Comuni capoluogo ormai a guida Pd. Vinciamo da Varese a Caserta, in zone per noi difficili. Ma resta l’amaro in bocca per alcune sconfitte molto dure, da Novara a Trieste. E’ dunque evidente il dato frastagliato del voto territoriale, dato che contiene peraltro anche alcune indicazioni nazionali su cui la Direzione nazionale del Pd riflettera’ il prossimo venerdi’ 24 giugno, a partire dalle 15. A tutte e tutti i sindaci i migliori auguri di buon lavoro da parte del Pd”, conclude la nota.
In ambienti renziani si fa riferimento al successo di Podemos che ha vinto nelle principali citta’ spagnole, si sottolinea che le amministrative hanno evidenziato un dato tipico in Europa, dove da piu’ parti sta vincendo la protesta e non la proposta ma si riconosce in ogni caso la sconfitta. La nota ufficiale parla di “sconfitta netta a Torino e Roma”, di “amaro in bocca per alcune sconfitte molto dure” e si rimanda alla Direzione nazionale del prossimo venerdi’. Il segretario dem e’ chiuso nella sua stanza al Nazareno con Orfini, Serracchiani e altri dirigenti del Pd. Fonti parlamentari dem sottolineano che nel confronto con i 5 stelle ha prevalso il cambiamento generazionale, che la Raggi e l’Appendino sono state due candidate vincenti. “Paghiamo dazio perche’ il centrodestra ha scelto di votare per i Cinque stelle”, rimarca Guerini e anche Fassino osserva che la sconfitta sia stato determinata dall’asse M5s-Lega. Il premier in realta’ nei giorni scorsi aveva confidato ad alcuni fedelissimi del rischio corso per aver aperto una crisi in Campidoglio, per aver portato il Pd a schierarsi contro Marino. Ma tra i dem ora si fa avanti un nuovo allarme. L’esito delle amministrative ha dimostrato come con questa legge elettorale i Cinque stelle diventano favoriti anche in vista delle Politiche. Ecco perche’ la minoranza dietro le quinte, nel ribadire che “non occorre mettere testa sotto la sabbia”, che “e’ necessario rimettere in discussione il doppio ruolo di Renzi”, gia’ punta alla modifica dell’Italicum. Una richiesta, quella di cambiare la legge elettorale, che arrivera’ anche dagli alleati del Pd. Renzi finora ha sostenuto che non intende trattare sulla riforma del voto ma anche tra i renziani non si nasconde che il tema si riproporra’, che nei prossimi giorni si aprira’ una discussione interna, magari gia’ a partire dalla prossima direzione.
“Abbiamo perso, c’è poco da dire e vi dirò di più quando ci battiamo con i grillini prendiamo la batosta”, “ho rottamato troppo poco”, “devo mettere da parte la vecchia guardia” ma, attenzione, “io comunque non mi dimetto da niente”. Sono alcuni dei commenti del premier Matteo Renzi nella lunga notte dei ballottaggi di cui dà conto, in un retroscena, il Corriere della Sera. Certo, ragiona Renzi, “ora vedremo cosa sanno fare i grillini” perchè a Roma “quella vittoria potrebbe rivelarsi anche un boomerang”. Ripercussioni della sconfitta sul referendum di ottobre? “Io quello sono sicuro di vincerlo. Stavolta ci sarò io in campo e quella sarà una sfida fantastica”. Insomma, conclude il premier, “che fine farò io dipenderà dal referendum non dalle amministrative”.
Il risultato dei ballottaggi ” sicuramente è una sconfitta per noi. Aver perso Roma e Torino brucia ed è doloroso. Naturalmente ci sono anche delle vittorie come quella di Milano e di altre città che strappiamo alla destra, ma il segno è inequivocabilmente negativo”. Così, in un’intervista a La Stampa il presidente del Partito democratico Matteo Orfini. “È evidente – aggiunge – che nelle città dove abbiamo perso con i 5 Stelle, loro hanno catalizzato i voti di tutte le forze che si opponevano a noi e sono riusciti a sommare i loro voti con quelli di tutta la destra, da Casapound, alla Lega e Forza Italia. Fondando il vero partito della nazione. Mentre dove siamo andati al ballottaggio con la destra, noi siamo riusciti a vincere e spesso a strappare roccaforti storiche”. (Segue) ilc 200810 Giu 2016
In merito alla situazione di Roma, Orfini spiega: “Sono mesi, da quando sono diventato commissario, che ho avvisato come il problema del Pd fosse ricostruire una presenza nelle periferie, ma è un dato ventennale, figlio di troppi fattori: di come quei quartieri sono stati concepiti, costruiti e poi abbandonati. Sono quelli che più hanno sofferto la crisi e dove il partito aveva affidato i rapporti con la società al notabilato più deteriore. Ma ricostruire è un lavoro di anni”. Poi una chiosa sul referendum di ottobre: “Sono convinto che intorno al referendum c’è nel Paese una maggioranza ampia, maggiore di quella parlamentare. Sta a noi avere la capacità di unire il Paese su quel progetto. Questo voto e il referendum sono piani del tutto differenti”.