‘INDIGNATI PER LE BANCHE VENETE, ASPETTIAMO LE INCHIESTE’
Per Ignazio Visco è chiusa l’emergenza del settore nel Paese: “La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema”. Aggiunge il ministro dell’Economia,, Pier Carlo Padoan: “Il peggio è alle spalle. Siamo a un punto di svolta che trae origine dalla ripresa economica, senza dimenticare il ruolo cruciale delle riforme”.
Governo e Ue hanno ‘eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario italiano’, dice il presidente dell’Abi Antonio Patuelli sui salvataggi di Mps e banche venete, aprendo l’assemblea annuale dell’associazione. Sulle venete, per la prima volta, il presidente dei banchieri va all’attacco: ‘Esprimiamo la nostra indignazione per diversi elementi emersi sulle banche che sono andate in crisi e attendiamo gli esiti dei processi’. Patuelli parla anche dell’euro: ‘Senza la moneta unica in Italia non esisterebbero tassi cosi’ bassi da quasi vent’anni’ e, tornando indietro, ‘si finirebbe nelle cattive abitudini sudamericane, invece che fra le migliori democrazie occidentali’.
“La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema” bancario. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’intervento all’assemblea dell’Abi. Secondo il governatore, gli interventi su Mps e banche venete hanno rimosso “i fattori di rischio estremo che negli ultimi mesi hanno pesato, soprattutto nella percezione degli operatori finanziari”. Per “consolidare i risultati ottenuti e’ ora necessario attuare con impegno e determinazione i programmi stabiliti”, ha sottolineato.
“La crisi che ha segnato la nostra economia ha determinato una discontinuita’ nell’attivita’ delle banche. Gli equilibri che hanno garantito quasi un decennio di crescita e stabilita’ degli intermediari italiani a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale non sono replicabili”. Cosi’ il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, intervenendo all’Assemblea dell’Abi. “La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica stanno dissipando i rischi sulla tenuta del sistema. Il giudizio dei mercati sulle prospettive delle banche italiane – ha aggiunto – e’ migliorato negli ultimi mesi, riflettendosi in una robusta ripresa dei prezzi delle azioni. Molto rimane da fare per raggiungere una configurazione del settore in cui le banche siano in grado di generare utili adeguati a sostenere i livelli di patrimonializzazione richiesti dalle regole a tutela della stabilita’ dei singoli intermediari e del sistema nel suo complesso”.
“La ripresa dell’economia italiana si e’ rafforzata. I piu’ recenti indicatori congiunturali confermano l’accelerazione dell’attivita’ produttiva. Gli ultimi sondaggi presso famiglie e imprese segnalano nel complesso un consolidamento della fiducia su livelli elevati e il riavvio degli investimenti; le prospettive per le esportazioni e l’occupazione rimangono favorevoli. La maggiore crescita si riflette positivamente sugli andamenti del credito, anche se la domanda di finanziamenti da parte delle imprese resta debole, risentendo dell’ampia disponibilita’ di fondi propri e delle difficolta’ di alcuni settori”, ha detto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’Abi. “Ma per cancellare l’eredita’ della crisi economica piu’ grave e profonda nella storia del nostro paese, le cui conseguenze sono visibili nei picchi raggiunti dalla disoccupazione, dall’incidenza del debito pubblico sul prodotto e da quella dei crediti deteriorati sul totale dei prestiti delle banche, serve piu’ di una ripresa congiunturale. In Italia lo sviluppo economico e’ ancora frenato dalle rigidita’ e dalle inefficienze del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttivita’. Va proseguito il processo di riforma, che richiede impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione. Anche le banche devono cambiare, mirando a divenire piu’ resilienti e a recuperare un livello adeguato di redditivita’. (?) Nel 2016 e nei primi mesi di quest’anno si sono ridotti sia i flussi di crediti deteriorati sia l’incidenza del loro stock sul totale dei prestiti. E’ una tendenza che va consolidata con una gestione attiva di queste esposizioni. Il recupero della redditivita’ presuppone ulteriori, decisi progressi nella riduzione dei costi, nelle riorganizzazioni aziendali, nell’adozione di forme efficaci di governo societario, nelle operazioni di aggregazione; servono inoltre investimenti che permettano di affrontare, anche con la revisione dei modelli di attivita’, le sfide connesse con i forti cambiamenti in atto nella tecnologia, nella regolamentazione, nella struttura del mercato, nelle esigenze della clientela”.
“Bisogna continuare sulla strada percorsa fin qui”. Ad affermarlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso del suo intervento all’Abi. “La revisione della spesa in questi anni – sottolinea il ministro – è stata molto profonda e ha consentito di finanziare in modo strutturale le misure espansive”. “La riduzione delle tasse ha dato spinta ai consumi e ha sostenuto le imprese che hanno anche beneficiato di incentivi specifici per gli investimenti privati”, sottolinea il ministro.
“Con la legge italiana 17 febbraio 2017 n.15 per i salvataggi di banche in crisi e per la tutela dei risparmiatori, e con le norme ad essa conseguenti, si è intrapresa una svolta rispetto alle risoluzioni, per la stabilità delle banche e la fiducia verso il risparmio investito nel mondo bancario e produttivo, con interventi pubblici complessivamente molto più limitati di quelli effettuati in altri paesi europei”. Lo ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, aprendo l’assemblea annuale dell’associazione.”I recenti provvedimenti governativi, in coordinamento con le Autorità europee, hanno eliminato i rischi sistemici dal mondo bancario italiano”, ha sottolineato Patuelli.
“Per voltare definitivamente pagina con la crisi occorre fare piena luce su tutti gli aspetti meritevoli di inchieste” e “debbono essere tempestivamente accertati e perseguiti tutti i responsabili delle crisi bancarie, senza clima da caccia alle streghe”, ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. “L’Abi – ha ricordato Patuelli – non e’ una corporazione, ma un’Associazione privata che non puo’ avere strumenti di controllo sugli associati, ne’ notizie privilegiate e riservate di Vigilanza. Esprimiamo la nostra indignazione per diversi elementi emersi sulle banche che sono andate in crisi e attendiamo gli esiti dei processi. Piu’ trasparenza sulle crisi bancarie e’ anche premessa per un maggiore clima di fiducia. Abbiamo grande rispetto per la Magistratura e per la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle crisi bancarie. L’etica, l’intransigenza morale, l’impegno per l’applicazione precisa di tutte le normative sono precondizioni delle attivita’ bancarie che sono tutte tracciate. Attendiamo gli esiti dei processi verso ogni tipologia di esponenti aziendali e verso le possibili connivenze con clienti. Debbono essere tempestivamente accertati e perseguiti tutti i responsabili delle crisi bancarie, senza clima da caccia alle streghe”. E, in questo quadro, il presidente dell’Abi ha osservato che “i rapporti quadrimestrali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, disposti dalla legge 17 febbraio 2017, favoriranno la trasparenza nell’analisi delle crisi bancarie”.