“Quando uccidono nove connazionali l’Italia risponde unita, e questo deve essere un messaggio che diamo in modo molto chiaro”, e serve “una risposta oltre che unita molto decisa”. Per questo “dobbiamo dire con fermezza, senza abuso di parole, che Daesh, che il terrorismo fondamentalista, a maggior ragione dopo questa strage non avra’ tregua da parte nostra”. Paolo GENTILONI, ministro degli Esteri, lo dice svolgendo la sua informativa sull’attentato a Dacca, in Bangladesh, nell’Aula del Senato. “Dacca ci dice che la risposta alla minaccia terroristica e’ necessaria e deve essere decisa”, aggiunge GENTILONI.
“Certo che siamo bersagli in quanto italiani e occidentali, in quanto difensori dei valori della nostra società ma è altrettanto certo che il terrorismo colpisce in modo indiscriminato anche nei Paesi a maggioranza musulmana”, ha detto il ministro degli Esteri nella sua informativa “I bersagli” del terrorismo “sono bersagli nel mucchio, la strage più cruenta è stata quella di Baghdad con la morte di oltre 200 persone”, ha ricordato Gentiloni.
“Dobbiamo dire con fermezza che Daesh non avra’ tregua da parte nostra. Dacca ci dice che la risposta alla minaccia terroristica e’ necessaria e deve essere decisa”, ha detto il ministro degli Esteri. Ci vuole, ha aggiunto, una “risposta di unita’ da parte nostra” davanti all’uccisione di nove connazionali. “Daesh – ha osservato il ministro – risponde con il terrorismo alle sconfitte che sta subendo sul campo. Solo la mobilitazione internazionale per la sconfitta sul campo di Daesh puo’ cancellare l’attrazione simbolica oggi esercitata dal gruppo”. Perche’ “e’ l’esistenza di Daesh che conduce all’attrazione simbolica alla base di questi attacchi”, che siano essi pianificati da cellule organizzate o lupi solitari. “Sappiamo – ha sottolineato – che sara’ un impegno di lunga durata. Sconfiggerlo sara’ un passo decisivo ma non definitivo”. Poi Gentiloni e’ rivolto “alla comunita’ musulmana che vive pacificamente in Italia”, affinche’ ci sia un impegno da parte loro contro coloro che usano la fede islamica per giustificare gli omicidi.
“Alcune vittime sono decedute per colpi di arma di fuoco, altri per colpi di macete, nel collo, alla nuca e al volto. E’ stata una lunga notte di orrore e agonia”, ha detto Gentiloni in audizione al Senato sulla strage di Dacca, confermando quando emerso dall’autopsia sui corpi delle nove vittime italiane, che ha evidenziato torture e mutilazioni.