La rete, i social, le nuove tecnologie ma anche la gelosia, l’amore e il tradimento sono gli ingredienti del nuovo film di Massimiliano Bruno, Beata Ignoranza, con Marco Giallini e Vittorio Gassmann.
Ispirato, come dice il regista e sceneggiatore Massimiliano Bruno, da due capolavori della commedia all’italiana, C’eravamo tanto amati e Dramma della gelosia, il film racconta la storia di due “amici” che divisi da uno scontro profondo e mai risolto si ritrovano fatalmente a dover affrontare ancora una volta insieme il passato. Ma mentre sullo sfondo delle due commedie di Ettore Scola si intrecciano attivismo politico, impegno sociale, subcultura popolare e una certa critica alla società del benessere di quegli anni, sullo sfondo di Beata ignoranza si apre la generazione nata con internet e gli smartphone che si trova a fare i conti con una cultura tradizionalista e scettica, in una realtà, quella della scuola, che non sta vivendo uno dei momenti più felici della sua storia.
Il tutto condito da divertenti equivoci e dialoghi comici che i protagonisti rivivono rivolgendosi dallo schermo agli spettatori: un espediente teso a cercare il coinvolgimento e la complicità del pubblico con i personaggi della storia.
Ernesto e Filippo, interpretati da Marco Giallini e Alessandro Gassmann, sono due professionisti molto diversi. Uno perennemente collegato al web, bello e spensierato in grado di sedurre i suoi studenti grazie a un’app, creata da lui; l’altro severo e conservatore, senza computer, tradizionalista con i suoi allievi che vanta una vita completamente al di fuori della rete.
La figlia in comune che scoprono di avere li porterà ad affrontare il passato attraverso un esperimento che si trasforma in una sfida tutta contemporanea: Filippo dovrà provare a uscire dalla rete ed Ernesto ad entrarci dentro.