Terremoto ai vertici della cultura italiana. A soli dieci giorni dall’inaugurazione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia rischia ufficialmente il commissariamento. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha rotto gli indugi inviando nel primo pomeriggio di oggi gli ispettori a Ca’ Giustinian, quartier generale della Fondazione. Al centro dello scontro, la discussa riapertura del Padiglione della Federazione Russa.
Lo scontro Giuli-Buttafuoco e il sostegno dell’UE
La missione ispettiva punta ad acquisire documenti sulla gestione dei rapporti con Mosca e sul rispetto delle sanzioni internazionali. Il braccio di ferro tra il Ministro e il Presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, ha ormai raggiunto il punto di non ritorno.
Sulla linea dura di Giuli arriva il “placet” dell’Unione Europea: il Commissario UE alla Cultura, Glenn Micallef, ha definito la presenza di Mosca “incompatibile con i principi europei” e ha minacciato il ritiro immediato di un contributo di 2 milioni di euro. Micallef ha inoltre annunciato che diserterà la rassegna finché la Russia resterà tra gli invitati.
I motivi della crisi e il rischio scioglimento
Oltre alla questione russa, pesa la decisione della giuria internazionale di escludere dai premi sia la Russia che Israele. Secondo la normativa vigente (D.Lgs. 29/1998), il Ministero può sciogliere il Consiglio d’Amministrazione in caso di:
- Gravi irregolarità amministrative o violazioni statutarie.
- Perdite economiche superiori al 30% del patrimonio per due esercizi consecutivi.
- Impossibilità di funzionamento degli organi.
La Fondazione, dal canto suo, rivendica l’assoluto rispetto delle norme e l’osservanza delle leggi sui visti e sulle sanzioni, respingendo ogni accusa di “aggiramento” dei divieti internazionali.
Beatrice Venezi: dal Teatro La Fenice al “Delle Vittorie”
Mentre a Venezia infuria la tempesta, il Ministro Giuli tenta una manovra di recupero per Beatrice Venezi, recentemente estromessa dalla direzione musicale de La Fenice tra accese polemiche.
Ospite di Fiorello, il Ministro ha lanciato una proposta clamorosa: trasformare lo storico Teatro delle Vittorie di Roma — culla dei grandi varietà Rai che la TV di Stato intende dismettere — in un nuovo polo per la musica sinfonica. “Faremo il possibile per preservare la dimensione pubblica della struttura e affidarne la direzione alla maestra Venezi”, ha dichiarato Giuli, delineando un futuro romano per la direttrice d’orchestra.
Le reazioni politiche
Le opposizioni gridano al caos. Il Movimento 5 Stelle, per voce di Carolina Morace, definisce il taglio dei fondi UE “una forma di censura”, mentre il deputato Gaetano Amato parla di una “faida interna alla destra”, accusando Giuli di esercitare una pressione politica indebita su Buttafuoco. Con gli operai ancora al lavoro per allestire il padiglione incriminato, il destino della mostra più importante del mondo resta appeso a un filo.