Alla vigilia dell’apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha rotto settimane di silenzio mediatico. In un clima teso, segnato da ispezioni ministeriali, dimissioni di giurie e venti di guerra, Buttafuoco ha scelto Forte Marghera per rilanciare il ruolo civile della rassegna: “L’arte è più potente di ogni prepotenza e ci dà la possibilità di cancellare le catastrofi”.
L’edizione di quest’anno, intitolata “In Minor Keys” e curata dalla scomparsa Koyo Kouoh, è specchio dei conflitti globali che abbiamo raccontato negli ultimi giorni: Teheran ha ufficializzato il proprio ritiro dall’Esposizione, una decisione che segue l’escalation militare con USA e Israele e il blocco dello Stretto di Hormuz.
Il padiglione di Mosca non aprirà al pubblico a causa delle sanzioni. Gli artisti registreranno la performance “The Tree is Rooted in the Sky” a porte chiuse; i visitatori potranno vederla solo su maxi-schermi esterni e votarla per il nuovo “Leone dei Visitatori”.
Nonostante le richieste di boicottaggio da parte di vari collettivi, il padiglione aprirà all’Arsenale l’8 maggio con le sculture di Belu-Simion Fainaru.
Il programma della settimana e le proteste
Dal 5 maggio inizierà la pre-apertura per la stampa, ma il clima resta incandescente fuori dai Giardini:
| Data | Evento / Manifestazione | Focus |
| 5 Maggio | Apertura stampa | Photocall di Buttafuoco ai Giardini. |
| 6 Maggio | Conferenza Ufficiale | Buttafuoco e il team di Koyo Kouoh al Teatro Piccolo Arsenale. |
| 6-9 Maggio | Proteste ai cancelli | Manifestazioni contro i padiglioni di Russia (“Arts Against Aggression”) e Israele (“Art Not Genocide Alliance”). |
| 9 Maggio | Apertura al pubblico | Senza cerimonia ufficiale dopo il forfait del Ministro Giuli. |
L’appello di Brugnaro alla “Pax”
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha cercato di mediare nel conflitto istituzionale tra la Biennale e il Ministero della Cultura (che ha recentemente inviato ispettori a Ca’ Giustinian). Brugnaro ha invitato il Ministro Alessandro Giuli a rivedere la sua posizione e a partecipare all’inaugurazione per ristabilire un clima di unità nazionale attorno alla cultura.
La Biennale della Parola
Per rispondere alle accuse di censura e alle polemiche sui “dissidenti”, la Biennale ha organizzato un ciclo di incontri intitolato “Il dissenso e la pace”. Tra gli ospiti più attesi il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice palestinese Suad Amiry, chiamati a discutere di come l’arte possa sopravvivere nell’“età della forza” citata oggi da Buttafuoco.
Mentre i cacciatorpediniere americani si muovono nel Golfo (Project Freedom) e i dazi di Trump minacciano l’industria europea, Venezia prova a restare, con fatica, l’ultimo porto franco del dialogo internazionale.