Torna l’altissima tensione nel Mediterraneo orientale. La marina militare israeliana ha lanciato un massiccio e coordinato attacco per fermare la Global Sumud Flotilla, la flotta umanitaria partita la scorsa settimana dal porto di Marmaris (Turchia) e diretta a Gaza per forzare il blocco marittimo in vigore dal 2007.
Il blitz è scattato in pieno giorno a circa 250 miglia nautiche dalla costa della Striscia, in acque internazionali al largo di Cipro. I commando dell’Idf hanno circondato le navi oscurando i segnali internet e schernendo gli attivisti diffondendo via radio la hit pop ‘Oops, I did it again’ di Britney Spears per coprire le loro richieste di soccorso. Secondo l’organizzazione, decine di imbarcazioni del convoglio sono state abbordate e requisite; molti dei 500 attivisti a bordo sono già in viaggio forzato verso il porto israeliano di Ashdod.
Il giallo dei numeri e la reazione della Farnesina Il caso colpisce duramente l’Italia a causa del massiccio coinvolgimento di connazionali nella spedizione. Al momento è in corso un balletto di cifre sui cittadini italiani fermati e presi in custodia dalle forze armate israeliane:
- I portavoce della Global Sumud Flotilla denunciano il fermo di almeno 12 attivisti italiani (principalmente provenienti dalle Marche e dal Bolognese) sui 35 totali presenti a bordo.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, muovendosi sui canali consolari, ha ridotto prudenzialmente la stima a nove connazionali.
La Farnesina ha rotto gli indugi ponendo la questione formale a Tel Aviv: “Abbiamo chiesto che i nostri connazionali vengano tutelati e siano immediatamente rilasciati”, ha dichiarato il titolare del dicastero, esortando esplicitamente il governo di Benjamin Netanyahu al “rispetto del diritto internazionale del mare”.
La fuga del deputato M5s Carotenuto e l’ira di Netanyahu Mentre diverse navi del gruppo venivano assaltate, circa venti imbarcazioni della flotta hanno provato a sganciarsi per mettersi in salvo o tentare una rotta disperata verso le acque territoriali turche. Tra i fuggitivi c’è l’imbarcazione turca Kasri Sadabat, su cui viaggia il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto (insieme all’inviato del Fatto Quotidiano). Prima di perdere la connessione Starlink, il parlamentare ha inviato un drammatico videomessaggio: “Abbiamo visto navi da guerra e piccole motovedette israeliane piombarci addosso. Il mio appello alle autorità italiane e internazionali è di intervenire per liberare subito tutti gli equipaggi. Sono attivisti pacifici. Non possiamo più tollerare queste violazioni”.
Nessun imbarazzo, al contrario, da parte di Gerusalemme. Il premier Benjamin Netanyahu ha telefonato personalmente ai comandi navali lodandoli per il loro “lavoro eccezionale”, ribadendo che Israele “non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale contro i terroristi di Hamas”.
Il centrosinistra insorge: “Atto di pirateria” Il blitz ha innescato un violento terremoto politico a Roma, dove le opposizioni accusano il governo Meloni di eccessiva timidezza diplomatica:
- Partito Democratico: La segretaria Elly Schlein ha condannato duramente l’episodio definendolo “l’ennesimo atto di pirateria in acque internazionali da parte di Israele”, mentre la base dem invoca lo stop immediato agli accordi di associazione UE-Israele.
- Movimento 5 Stelle e Avs: I grillini chiedono al governo di “farsi sentire con dignità” a tutela dei connazionali e del collega Carotenuto, mentre l’Alleanza Verdi-Sinistra invoca sanzioni economiche e politiche severe contro l’esecutivo Netanyahu per il suo “totale disprezzo del diritto” internazionale.
- Mobilitazione a Bruxelles: Cinquanta eurodeputati (di cui un terzo italiani) hanno firmato e inviato una lettera d’urgenza al Presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa per chiedere misure drastiche di protezione per i volontari europei sequestrati in mare.