GIOVANI COSTRETTI A CASA. POCHI SOLDI PER REDDITO INSERIMENTO
Il sistema di protezione sociale ha contenuto i rischi di poverta’ solo agli ultra 65enni, e la spesa sociale e’ stata sempre piu’ squilibrata a sfavore dei giovani: agli over 65 vanno mediamente circa 1.200 euro, agli under 39 meno di 500 euro. Lo spiega il presidente Inps Boeri in audizione alla Camera. Senza un paracadute, aggiunge, i giovani sono costretti a restare i famiglia, e questo riduce mobilita’ ed opportunita’. Secondo Boeri, il reddito di inserimento e’ un passo in avanti, ma e’ ancora troppo poco finanziato (1,7 mld), e cio’ deriva da una scelta politica. Boeri invita inoltre le Camere a rendere pubblici i dati sui contributi versati dai parlamentari.
“Il nostro sistema di protezione sociale ha contenuto per gli ultra65enni, ma solo per loro, il rischio di povertà anche nella fasi più acute della crisi”. Così il presidente Inps Tito Boeri in audizione davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Affari sociali della Camera. “La nostra spesa sociale è sempre più squilibrata a sfavore delle giovani generazioni – continua – Se guardiamo all’insieme delle prestazioni, solo il 4% va a chi ha meno di 40 anni. Anche se guardiamo alla sola spesa non pensionistica (che peraltro contiene al suo interno molte componenti di tipo assistenziale), gli ultra 65enni assorbono quasi un terzo in più di risorse di chi ha meno di 40 anni (35% contro il 26 %). Pro capite, abbiamo che agli ultra 65enni vanno mediamente circa 1.200 euro, mentre agli under 39 vanno meno di 500 euro”.
” Il REI, Reddito di Inserimento, destinato a prendere forma nel 2018, è sicuramente un passo in avanti rispetto alle tante misure parziali introdotte negli ultimi anni”. Ma “è ancora troppo poco finanziato per riuscire a portare persone con redditi molto bassi al di sopra della linea di povertà. Basti pensare che il beneficio massimo per un nucleo di un solo componente è di 187,5 euro al mese quando la soglia di povertà nei centri urbani del Nord è stimata al di sopra degli 800 euro al mese”. Così il presidente Inps. “Il REI è ancora una misura basata su condizioni categoriali arbitrarie – ha aggiunto Boeri – presenza in famiglia di un componente minore oppure di una persona con disabilità, di una donna in gravidanza o di un disoccupato con più di 55 anni. Queste condizioni contribuiscono a contenere la spesa, ma possono finire per escludere molte persone bisognose di aiuto. L’obiettivo, invece, deve essere quello di offrire un sostegno a tutti quelli che ne hanno davvero bisogno, condizionando l’accesso ad una prova dei mezzi”.