Tragica domenica d’estate nel quartiere Pilastro di Bologna. Abderrahim Fakir, 42 anni, di origine marocchina, regolarmente residente in Italia e titolare di un’impresa di facchinaggio, è morto durante un fermo di polizia in via Svevo.
Un drammatico video girato da un abitante della zona mostra le fasi frenetiche dell’intervento: l’uomo, bloccato a terra a pancia in giù dagli agenti con lo spray al peperoncino, urla disperatamente “Aiuto, basta!” fino a perdere i sensi e morire sotto gli occhi dei poliziotti e dei sanitari del 118. L’episodio ha scatenato la rabbia dei residenti e della famiglia, oltre a riaccendere uno scontro politico rovente.
1. La dinamica del fermo e il video girato dai residenti
L’allarme è scattato nella tarda mattinata quando alcuni residenti hanno chiamato le forze dell’ordine per segnalare la presenza di un uomo in forte stato di agitazione all’interno dei garage di un condominio.
LA SEQUENZA DEI FATTI IN VIA SVEVO
├── L'ALLARME: Segnalazione al 112 per un uomo in escandescenza nei garage.
├── IL CONTATTO: Gli agenti intervengono; l'uomo reagisce e danneggia l'auto di servizio.
├── L'USO DELLO SPRAY: La polizia applica lo spray al peperoncino per immobilizzarlo.
├── IL CONTENIMENTO: Fakir viene bloccato a terra a pancia in giù con le ginocchia sulla schiena. Un civile blocca le caviglie.
└── IL DECESSO: L'uomo urla "Aiuto, basta", perde i sensi e muore prima di poter essere soccorso.
I sanitari dell’Ausl giunti sul posto e ripresi nelle immagini non intervengono per diversi minuti mentre l’uomo viene ammanettato a polsi e caviglie. L’Azienda Usl di Bologna ha già aperto un’indagine interna per verificare il comportamento e i tempi di reazione del personale del 118.
2. La Questura acquisisce le bodycam. La famiglia: “Un assassinio, vogliamo giustizia”
La Questura di Bologna ha comunicato che le riprese registrate dalle bodycam in dotazione agli agenti sono state immediatamente trasmesse e messe a disposizione del pubblico ministero di turno, Domenico Ambrosino, per ricostruire ogni secondo dell’intervento.
Le urla di dolore della famiglia e del quartiere
- La sorella della vittima: «Lo hanno aggredito, lo hanno ammazzato e picchiato. Ci sono testimoni. Non mi darò pace finché mio fratello non avrà giustizia. Ci hanno chiamato solo per dirci che era morto ammanettato».
- La rabbia e la protesta: In serata i residenti del Pilastro sono scesi in strada intonando cori contro la polizia. La situazione è tornata sotto controllo solo grazie al fratello di Fakir, che ha pacificato la folla prima del lancio di un presidio di protesta nel quartiere.
3. Scontro politico sul caso: “Non si può morire nelle mani dello Stato”
Il tragico evento si è trasformato immediatamente in un caso politico nazionale, dividendo maggioranza e opposizione sull’operato delle forze dell’ordine e sull’uso dei metodi di contenimento fisico.
LE REAZIONI POLITICHE
├── AMMINISTRAZIONE LOCALE: Matteo Lepore (Sindaco) e Michele de Pascale (Pres. Regione) chiedono "piena luce".
├── CENTRODESTRA (FdI e Lega): Definiscono l'intervento "adeguato" e difendono gli agenti: "Giù le mani dalla polizia, no a condanne preventive".
└── CAMPO LARGO (M5S e PD): Chiedono verità e trasparenza; dal M5S l'affondo: "Non si può morire in questo modo nelle mani dello Stato".
L’autopsia disposta dalla Procura di Bologna dovrà chiarire le esatte cause del decesso di Abderrahim Fakir e accertare se a risultare fatale sia stato un arresto cardiocircolatorio provocato dal soffocamento posizionale, dallo stress acuto o dagli effetti combinati dello spray urticante.