Piazza Medaglie d’Oro e l’intera città di Bologna si sono strette in un abbraccio commosso nel 46° anniversario della strage del 2 agosto 1980, l’attentato terroristico più grave della storia repubblicana. Scandita dal triplice fischio del locomotore, dal minuto di silenzio e dal lungo corteo snodatosi da Palazzo d’Accursio, la giornata di commemorazione ha unito il ricordo del sangue versato alla ferma richiesta di completare il percorso di verità e giustizia.
Al corteo – a cui hanno presenziato la segretaria del PD Elly Schlein, la sindaca di Genova Silvia Salis e i rappresentanti delle forze politiche – si sono uniti anche i familiari di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto lo scorso 19 luglio durante un intervento delle forze dell’ordine e del personale sanitario nel quartiere Pilastro.
Il messaggio di Sergio Mattarella: “Sconfitta la strategia eversiva neofascista”
Attraverso una nota ufficiale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rinnovato il profondo legame tra la memoria del Paese e la tutela dei valori costituzionali:
“Il dolore per le vittime e lo sgomento per la distruzione rilanciano l’impegno a salvaguardare i valori di libertà, giustizia e democrazia: i valori che la strategia neofascista del terrore pretendeva di distruggere. La Repubblica è grata ai magistrati e ai familiari delle vittime, che si sono dimostrati più forti dei tentativi di depistaggio. Fare giustizia è vittoria della democrazia.”
Sulla stessa linea si è espresso il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, presente all’incontro con i familiari delle vittime, riconosce l’attentato come “atto terroristico di matrice neofascista” e invitando il Parlamento a compiere ogni sforzo per ricomporre “i frammenti ancora oscuri”.
I familiari delle vittime: “Meloni trovi il coraggio di dire che fu neofascista” e il nodo degli archivi
Dal palco della stazione, il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Paolo Lambertini, ha rivolto un appello diretto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni:
- Matrice storica: “Oltre a definire ‘buia’ la strage del 2 agosto, da ogni premier ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto: va trovato il coraggio di dire che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica.”
- Il buco negli archivi: Lambertini ha denunciato la recente scomparsa di interi fascicoli documentali: “Interi archivi sono scomparsi, come quello del Ministero dei Trasporti coevo agli anni delle stragi. È stata istituita una commissione d’indagine amministrativa: le carte non spariscono da sole e pretendiamo chiarezza su questa enorme lacuna.”
Le reazioni delle opposizioni
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, hanno ribadito la necessità di difendere la verità giudiziaria già accertata dalle sentenze definitive:
- Elly Schlein: “È scritto nelle sentenze: è stata una strage di matrice neofascista con un intento eversivo, portata avanti anche insieme ad apparati deviati. Non consentiremo a nessuno di riscrivere la storia.”
- Giuseppe Conte & Angelo Bonelli (AVS): Hanno sottolineato come custodire la memoria sia un dovere civile inviolabile contro qualsiasi tentativo di revisionismo o delegittimazione dell’operato della magistratura.