Una settimana di passione per i mercati finanziari si chiude con un bilancio drammatico: lo Stoxx 600, l’indice di riferimento dei principali titoli europei, ha bruciato 918 miliardi di euro. La combinazione esplosiva tra l’escalation bellica in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi energetici sta spingendo l’economia globale verso lo spettro della stagflazione: una crescita che si ferma mentre l’inflazione torna a correre.
Piazza Affari la maglia nera
I listini del Vecchio Continente hanno archiviato l’ultima seduta con perdite comprese tra lo 0,6% e l’1%. A guidare i ribassi è stata Milano, che ha ceduto l’1,02%, portando il passivo settimanale a un pesante -6%. Il pessimismo è alimentato dal blocco dello Stretto di Hormuz e dal monito del Qatar, che minaccia lo stop alle spedizioni di idrocarburi entro poche settimane.
Il petrolio rompe gli indugi: +30% in sette giorni
Le quotazioni del greggio hanno infranto la soglia psicologica dei 90 dollari al barile, tornando ai livelli di aprile 2024 con un balzo del 30% in una sola settimana. Gli analisti più pessimisti non escludono il raggiungimento dei 150 dollari qualora il conflitto dovesse perdurare. Parallelamente, il gas ad Amsterdam ha guadagnato il 5,23%, attestandosi sopra i 53 euro al Mwh.
Il dilemma delle Banche Centrali
Il quadro attuale mette in crisi le strategie di Fed e BCE, costrette a scegliere tra il sostegno a un’economia debole e la lotta ai prezzi:
- In Europa (BCE): Sebbene un rialzo dei tassi nella riunione della prossima settimana sia giudicato “molto improbabile” dal board (come confermato da Jose Luis Escrivà del Banco de España), il mercato ha già iniziato a scommettere su un aumento di 25 punti base entro l’anno. Un’inversione di rotta rispetto alle attese di allentamento monetario che dominavano solo un mese fa.
- Negli Stati Uniti (Fed): La situazione è ancora più complessa. A febbraio l’economia americana ha perso 92.000 posti di lavoro, portando la disoccupazione al 4,4%. Jerome Powell si trova “tra Scilla e Cariddi”: da un lato le pressioni dell’amministrazione Trump per tagliare i tassi e stimolare l’occupazione, dall’altro la necessità di frenare l’inflazione importata dal caro-greggio.
L’allarme dell’ABI
Il presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, ha tracciato un quadro netto dei rischi per il sistema Italia: l’impennata dei costi energetici, il crollo dei mercati azionari e l’aumento dei costi dei commerci internazionali rappresentano una tripla minaccia per la stabilità finanziaria e l’export del Paese.