Il secondo giorno del G7 a Evian-les-Bains consolida la centralità diplomatica dell’Italia, non solo per il fitto programma di incontri bilaterali della premier Giorgia Meloni – che ha visto il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan – ma soprattutto per i retroscena del complicato asse Roma-Washington.
Dopo il vertice di chiarimento privato, serio e senza fronzoli avvenuto ieri sera a margine della cena inaugurale, oggi la tensione accumulata nei mesi scorsi si è sciolta in un colloquio informale e in un ironico botta e risposta a favore di telecamere.
Il siparietto nel salotto dei leader: «No, non è vero!»
A ridosso del pranzo di lavoro, mentre Meloni si trovava in cerchio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Consiglio UE Antonio Costa, Donald Trump si è avvicinato al gruppo. La premier ha preso l’iniziativa blindando l’alleanza storica con una battuta:
Giorgia Meloni: «Siamo sempre stati amici!». Donald Trump (ironico): «Sono stato abbandonato!». Giorgia Meloni (sorridendo): «No, you are not! No, non è vero!».
Al di là della schermaglia, fonti diplomatiche italiane confermano l’esito positivo del chiarimento: l’Italia ha ribadito l’assoluta necessità che l’Occidente rimanga compatto di fronte alle macro-crisi globali del 2026, e il tycoon ha condiviso la linea.
Ucraina: smontata la propaganda di Mosca. «Avanzata russa ferma»
Durante la sessione ufficiale a cui ha preso parte anche Volodymyr Zelensky, Meloni ha pronunciato un discorso di forte impatto geopolitico, smontando con i dati la narrazione del Cremlino e spiegando perché Mosca non può pretendere concessioni territoriali:
- Il fronte è congelato: Da dicembre 2022 a oggi, la Russia ha conquistato meno dell’1,5% del territorio ucraino.
- L’avanzata è ferma: Nel corso del 2026 l’esercito russo non ha registrato alcun progresso militare significativo, a fronte di perdite umane e materiali ingenti.
- Stanchezza interna: L’economia russa mostra gravi segni di affaticamento e cresce il dissenso silenzioso tra le élite e la popolazione russa.
La linea della Premier: «La strategia di Putin punta solo sulla stanchezza degli ucraini e sulla disinformazione per logorare l’Occidente. Ma l’unica pace possibile è una pace giusta che non legittimi l’aggressione. La nostra fermezza militare ed energetica è l’unico presupposto per costringere Mosca a un negoziato vero tra Zelensky e Putin».
Il ruolo del Golfo e la sicurezza a Hormuz
Nella colazione di lavoro allargata ai leader di Egitto, Qatar ed Emirati, la presidente del Consiglio ha esaltato i Paesi del Golfo come partner insostituibili per tecnologia, energia e sviluppo. Meloni ha evidenziato come i loro processi di modernizzazione, legati alle tradizioni, li abbiano resi “bersagli” di attacchi da parte di attori destabilizzanti.
Sul piano della sicurezza marittima, la premier ha confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, rimarcando la necessità di passare da semplici tregue temporanee a soluzioni politiche durature sia a Gaza che in Libano.
L’affondo sugli aiuti all’Africa: «Basta errori verticistici e paternalismo»
L’intervento più duro della premier è arrivato nella sessione con la Banca Mondiale e la Banca Africana di Sviluppo. Meloni ha denunciato il fallimento dei vecchi modelli di cooperazione: «Dopo 70 anni e miliardi di dollari, le disuguaglianze strutturali non si sono ridotte. Nel 2025 quasi tutti i Paesi G7 hanno tagliato i fondi allo sviluppo. L’unica eccezione è l’Italia, che li ha aumentati».
La premier ha proposto il modello del Piano Mattei e del Corridoio di Lobito (che unisce Italia, UE e USA nello sviluppo di infrastrutture tra Angola, RDC e Zambia) come alternativa trasparente ai modelli coercitivi di altre superpotenze. Ha inoltre ricordato le misure concrete dell’Italia sul debito sovrano: conversione del debito per le nazioni più povere, dimezzamento per quelle a reddito medio-basso e sospensione dei pagamenti per i Paesi colpiti da catastrofi climatiche.
Asse bilaterale Italia-Canada sui minerali critici
A margine del summit, il bilaterale tra Giorgia Meloni e il premier canadese Mark Carney ha portato a un avanzamento storico per l’industria italiana. I due leader hanno concordato il varo di un accordo quadro strategico su Difesa, Energia e Spazio.
La premier ha ringraziato formalmente Carney per una decisione vitale: il Canada ha concesso all’Italia l’accesso prioritario alle sue scorte di minerali critici, blindando la sicurezza e la continuità delle catene di approvvigionamento tecnologico e industriale della penisola.