NESSUN ‘CONFINE HARD’. TUSK, FRIZIONI INEVITABILI
Oggi il terzo discorso-manifesto di Theresa May sulla Brexit. May ha preannunciato un messaggio ‘il piu’ flessibile possibile’ sulle prossime tappe negoziali. E al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha ribadito l’obiettivo di ‘un’ambiziosa partnership economica’ con l’Ue. Ma quest’ultimo mette in guardia: ‘Non ci puo’ essere commercio senza frizioni fuori dall’unione doganale e dal mercato unico. Le frizioni sono un effetto collaterale inevitabile della Brexit’. Sullo spinoso dossier irlandese May giura di non voler ripristinare ‘un confine hard’.
Alla vigilia dell’atteso discorso sulla sua visione della futura relazione del Regno Unito con l’Unione europea, la premier britannica Theresa May ha ricevuto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Nel corso dell’incontro sono stati messi sul tavolo i disaccordi: una fonte europea riferisce che la discussione è stata “aperta e onesta in un buon ambiente, sulle vere difficoltà politiche che ci attendono”; Londra, dal canto suo, parla di discussione “costruttiva”. Arrivando a Downing Street, Tusk ha dichiarato che non era felice della decisione di Londra di lasciare il mercato unico e l’unione doganale. Il presidente del Consiglio Ue, inoltre, ha ricordato che le “linee rosse” fissate dal Regno Unito “daranno forma alla futura relazione fra Regno Unito e Ue dopo la Brexit”, riferisce ancora la fonte europea.
Stamattina Tusk, a proposito della bozza di trattato sulla Brexit che ha causato l’ira di Londra in merito al confine nordirlandese, aveva detto: “Finora nessuno si è fatto avanti con alcunché di più saggio” e “nelle prossime ore chiederò a Londra se il governo britannico abbia un’idea migliore, che sia altrettanto efficace nell’evitare un confine rigido tra Irlanda e Irlanda del Nord”. L’Irlanda è uno dei nodi principali nei negoziati fra Ue e Regno Unito: dopo il divorzio a fine 2019, l’isola rischia di vedere risorgere la frontiera fra la Repubblica d’Irlanda, che è membro Ue, e l’Irlanda del Nord, che è una provincia britannica e dunque dovrà lasciare il blocco in base alla Brexit.