Si aggrava sil bilancio dei disordini che hanno devastato il centro di Bologna dopo le manifestazioni per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio durante un fermo di polizia al quartiere Pilastro.
Mentre emergono nuovi dettagli medico-legali sulle fasi dell’intervento e i due agenti indagati si dicono “sconvolti e addolorati”, l’episodio ha innescato un violento scontro politico nazionale tra il Governo e il campo largo, investendo in pieno il sindaco di Bologna Matteo Lepore.
1. La guerriglia in centro: il bilancio dei danni e i feriti
Dopo un presidio iniziale pacifico in Piazza del Nettuno, dove la nipote di Fakir aveva chiesto “giustizia e dignità, non odio”, la protesta si è spostata verso Piazza Roosevelt, nei pressi di Prefettura e Questura, trasformandosi in una notte di guerriglia urbana fino alle vie limitrofe a Piazza Maggiore.
IL BILANCIO DEGLI SCONTRI A BOLOGNA
├── PERSONALE COLPITO: 64 agenti di polizia feriti (prognosi tra i 3 e i 35 giorni); ferito un collaboratore de L'Espresso.
├── DANNI MATERIALI: 3 auto del Comune incendiate, cassonetti e dehors distrutti, transenne dei cantieri divelte.
├── MOBILITÀ ROTTAMATA: Decine di bici elettriche in sharing sfasciate (danni stimati per 30.000 euro).
└── MISURE GIUDIZIARIE: Un giovane arrestato (poi rimesso in libertà) e diverse denunce in corso d'identificazione.
2. Lo scontro istituzionale: Meloni attacca, il centrodestra vuole le dimissioni del Sindaco
La premier Giorgia Meloni è intervenuta con fermezza, difendendo le forze dell’ordine e condannando chi ha trasformato la tragedia in un pretesto di piazza:
Giorgia Meloni: «Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. Ma quanto accaduto a Bologna è inaccettabile: nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine. È irresponsabile alimentare un clima d’odio verso un corpo dello Stato. Chi ha messo a ferro e fuoco la città non cercava la verità, cercava lo scontro».
La maggioranza ha puntato il dito contro il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, chiedendone le dimissioni con l’accusa di aver soffiato sul fuoco convocando il momento di piazza. Il primo cittadino ha però respinto le accuse e marcato la differenza tra i manifestanti:
Matteo Lepore (Sindaco di Bologna): «Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno e il raccoglimento rappresentano Bologna; Piazza Roosevelt e gli scontri non la rappresentano affatto. Rispondo a Meloni che chiedere verità e giustizia non significa affatto delegittimare chi indossa una divisa».
Dal fronte dell’opposizione, la segretaria dem Elly Schlein ha replicato sostenendo che “sulla morte di Fakir lo Stato ha fallito ed è lo Stato che deve fare piena luce”, mentre il leader M5S Giuseppe Conte ha ricordato che “la morte si è verificata mentre l’uomo era sotto il controllo delle forze dell’ordine con il personale sanitario attorno”.
3. Le indagini: la difesa degli agenti e la ricostruzione del 118
Sul fronte giudiziario, la Procura continua la ricostruzione delle fasi del fermo del 42enne.
- La posizione degli agenti: Attraverso il loro legale, i due poliziotti operativi al Pilastro (iscritti nel registro degli indagati sotto la copertura dello “scudo penale”) si sono detti “sconvolti e profondamente addolorati per la morte di Fakir”.
- La versione del 118: Dalle prime valutazioni interne del personale sanitario emerge una ricostruzione critica: le manovre di contenimento e la posizione di blocco a terra sarebbero state determinanti per l’esito fatale. Secondo quanto filtrato da ambienti sanitari dell’Ausl, “con la presenza tempestiva di un medico sul posto Fakir si sarebbe potuta salvare la vita”.