Scoppia la bufera sul Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a causa di una mail inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) lo scorso 7 ottobre, in cui il gabinetto del Mic avrebbe suggerito un taglio massiccio al Fondo per il cinema e l’audiovisivo. La notizia, rivelata da La Repubblica, ha scatenato l’immediata reazione delle opposizioni, che accusano il governo di voler “demolire il settore”.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, la comunicazione elettronica inviata dagli uffici di diretta collaborazione di Giuli proponeva di ridurre il Fondo da 696 a 400 milioni di euro. La richiesta prevedeva di decurtare fino a 240 milioni il primo anno e quasi 300 quello successivo, riportando a regime la dotazione complessiva a 400 milioni, pari allo stanziamento originario stabilito nel 2017.
La proposta contenuta nella mail suggeriva di parametrato il finanziamento all’11% delle entrate incassate, “comunque in misura non inferiore a 450 milioni di euro annuo per il 2026 e a 400 milioni di euro annuo a decorrere dal 2027”, un taglio di circa un terzo. A quanto pare, la richiesta di riduzione sarebbe stata notata dai tecnici del Tesoro, che avrebbero invitato il Ministero della Cultura a riconsiderare l’entità del taglio e a diluirlo nel tempo.
L’indiscrezione ha innescato una durissima reazione dalle opposizioni, che vedono nel retroscena la conferma di una “linea” politica ostile al settore. Il Partito Democratico è andato all’attacco con il senatore Francesco Verducci, membro della commissione Cultura, che ha parlato di una volontà di “demolire il settore”. “Il Ministero della Cultura del Governo Meloni è il peggior nemico del cinema italiano,” ha dichiarato Verducci. “Sono tagli che uccideranno il cinema italiano, che costeranno migliaia di posti di lavoro e avranno una pesante ripercussione negativa sul nostro PIL, sul nostro made in Italy.”
Anche il deputato democratico Matteo Orfini ha rincarato la dose, definendo la vicenda “inquietante” e parlando di “un errore ma a una linea: demolire una filiera industriale del paese perché non gradita al governo”. Orfini ha anche criticato l’impatto delle misure sulle produzioni, a suo dire, a “tutto vantaggio delle produzioni straniere che invece non vengono toccate”.
Il Movimento 5 Stelle ha chiesto che il Ministro Giuli “venga in Aula a riferire con urgenza” sulla vicenda. Gli esponenti pentastellati hanno parlato di un “fatto di una gravità inaudita” e hanno accusato Giuli di aver “mentito al settore culturale e all’opinione pubblica” e di aver “sollecitato al ministero dell’Economia ulteriori tagli al Cinema”.
Tutte le forze di opposizione concordano sulla necessità di ripristinare per intero il fondo per il Cinema e Audiovisivo.