SI’ DI GENTILONI, MARTINA E ZINGARETTI
“Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della societa’ civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia e l’Europa sono piu’ forti di chi le vuole deboli”. Cosi’ l’ex ministro Carlo CALENDA lancia “il manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee”. Ok dell’ex premier Gentiloni: “Indica una strada giusta per fermare il nazional-populismo”. Le adesioni anche dei dem Martina e Zingaretti.
Carlo Calenda, ex ministro nei governi Renzi e Gentiloni, ha pubblicato sul sito siamoeuropei.it un appello per creare una lista unica con tutti i partiti e i movimenti europeisti in vista delle elezioni europee di maggio. “Siamo europei. Il destino dell’Europa è il destino dell’Italia.Il nostro è un grande paese fondatore dell’Unione Europea, protagonista dell’evoluzione di questo progetto nell’arco di più di 60 anni. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d’Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire” – si legge sul sito. “Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza – economica e politica – dipendono dall’esito di questo processo. L’Unione Europea è il risultato della consapevolezza storica e della volontà dei popoli europei. Un continente attraversato dalle guerre è oggi uno spazio pacifico e comune di scambi culturali, politici, economici, governato da regole ispirate a valori di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti. L’Unione Europea è la seconda economia e il secondo esportatore del mondo. Un mercato unico di cinquecento milioni di persone, regolato dai più alti standard di sicurezza e qualità, che assorbe ogni anno duecentocinquanta miliardi di esportazioni italiane. Il nostro attivo manifatturiero è oggi doppio rispetto a quello che avevamo prima dell’euro e la nostra manifattura, seconda solo a quella tedesca, è legata da una inscindibile e strategica rete di investimenti, collaborazioni industriali, tecnologiche e commerciali con le altre economie europee. In Europa si concentra la metà della spesa sociale globale a fronte del 6,5% della popolazione mondiale”.
Il manifesto per una lista unica alle elezioni europee lanciato sui social da Carlo Calenda mette pace, per un pomeriggio, in un Pd nel quale, su tanti altri temi, la discordia sembra regnare sovrana in vista delle primarie del 3 marzo.”Bene ci siamo – annuncia alle 17.02 l’ex ministro su Twitter segnalando il link al ‘Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee’ -. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L’Italia è l’Europa sono più forti di chi le vuole deboli”. Dopo una manciata di minuti danno la loro adesione i candidati alla segreteria Maurizio Martina e Nicola Zingaretti e l’ex premier Paolo Gentiloni. “Il nostro è un grande paese fondatore dell’Unione Europea, protagonista dell’evoluzione di questo progetto nell’arco di più di 60 anni – si legge nel manifesto -. E protagonisti dobbiamo rimanere fino al conseguimento degli Stati Uniti d’Europa, per quanto distante questo traguardo possa oggi apparire. Il nostro ruolo nel mondo, la nostra sicurezza, economica e politica, dipendono dall’esito di questo processo”.A lanciare il progetto un centinaio di esponenti della politica locale e della società civile. Nell’elenco dei primi firmatari compaiono i nomi di industriali, imprenditori, amministratori locali e intellettuali: da Alberto Bombassei e Paolo Scudieri a Sergio Chiamparino, Dario Nardella, Beppe Sala, Stefano Bonaccini, ed Enrico Rossi.”Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione democratica nel cuore dell’Occidente – prosegue il documento -. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati. L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni”. Obiettivo Ue dunque, ma se lo scopo dei promotori era anche unire e scaldare le tante anime e i cuori dem, almeno per oggi, è stato raggiunto.