Ben vengano i voti del M5s, ma la battaglia sui vitalizi e’ del Pd, dice Matteo Richetti, primo firmatario della legge per l’abolizione, il quale respinge l’accusa di inseguire il M5s. I Cinquestelle contrattaccano, dicendo che il testo Richetti e’ oggi in aula alla Camera grazie a loro.
E’ atteso per oggi il primo via libera alla legge sul taglio dei Vitalizi per i parlamentari. Pronti a votarla Pd, M5S, Fdi e Lega, oltre ad alcune deputate di Forza Italia. Ma il provvedimento deve ancora passare al vaglio del Senato, dove potrebbe approdare a settembre. Non solo, sul testo potrebbe pronunciarsi anche la Consulta. Si prevedono infatti ricorsi da quanti ritengono la norma anticostituzionale. Insomma, un percorso accidentato e dall’esito incerto.
Sullo stop ai privilegi pensionistici di deputati e senatori si consuma anche lo scontro tra Pd e M5S. I Cinquestelle infatti sono pronti a votare la proposta di Matteo Richetti insieme ai democratici. E, dopo qualche polemica interna, anche il Pd – secondo quanto riferisce il capogruppo Ettore Rosato – voterà compatto per la legge.Intanto Beppe Grillo, arrivato apposta a Roma, fa la sua comparsa nei loggioni dell’aula a Montecitorio e si lascia scappare: “Non è una questione di politica, ma di morale. Che il Pd si prenda l’idea, non facciamo questione di copyright”. Per il garante del M5S occorre dare “un piccolo segnale a quelli fuori” dal palazzo. Per questo, i pentastellati voteranno insieme al principale partito di maggioranza. L’esito a palazzo Madama è scontato, ragionano i pentastellati, ma il vero ostacolo sarà al Senato dove non ci sono i numeri.
Ap è invece allineata a Forza Italia e reputa la norma retroattiva, prevista dal provvedimento, contraria alla Costituzione. Mentre una frangia tutta al femminile di Fi si stacca dal gruppo e annuncia il suo ‘sì’. Nunzia De Girolamo, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Annagrazia Calabria, dopo un’accesa riunione interna al gruppo di Forza Italia, hanno deciso di votare in dissenso dagli azzurri e a favore del testo Richetti. “Sarebbe difficile spiegare fuori dal palazzo una scelta in senso contrario”, è il ragionamento delle parlamentari.La legge prevede l’arrivo per deputati e senatori del sistema previdenziale contributivo, lo stesso dei dipendenti pubblici. Un sistema che sarà applicato anche ai parlamentari che percepiscono già i Vitalizi. Inoltre il testo stabilisce la creazione all’Inps di uno sportello apposito per la gestione separata dei fondi destinati al trattamento previdenziale dei parlamentari. Non solo, per avere diritto alla pensione, il parlamentare dovrà avere esercitato il mandato per almeno 5 anni e potrà riceverla soltanto a partire dal compimento dei 65 anni di età.