Il dibattito sulle regole del gioco e sulla costruzione della coalizione di centro-sinistra si arricchisce delle prese di posizione di Ernesto Maria Ruffini, promotore della forza politica “Più Uno”, e di Andrea Orlando, esponente di primo piano del Partito Democratico. Entrambi convergono sulla priorità di definire contenuti e basi programmatiche condivise prima di affrontare il nodo della leadership.
Ruffini (“Più Uno”): “Disponibile alle primarie se fondate su una piattaforma comune”
Intervenuto ai microfoni della trasmissione 24 Mattino su Radio 24, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e ora fondatore del movimento “Più Uno” ha confermato la volontà di scendere in campo per la guida della coalizione, ridimensionando tuttavia l’enfasi sul solo meccanismo elettorale interno:
- Sì alle primarie di merito: “Se le primarie ritornano ad essere uno strumento per coinvolgere i cittadini su una piattaforma comune, e poi si cerca di capire chi meglio la interpreta, siamo disponibili a metterci la faccia e esprimere la nostra candidatura. Io ho dato la mia disponibilità.”
- I reali problemi dei cittadini: Ruffini invita i partiti a superare le dinamiche autoreferenziali: “Le primarie sono uno strumento, non ciò che i cittadini aspettano. Stamattina al bar non c’erano capannelli di persone che si struggevano sull’ipotesi ‘primarie sì, primarie no’. Ciò che conta è la politica.”
Orlando (PD): “No a referendum plebiscitari, il programma nasca dal basso”
In un’intervista rilasciata a La Repubblica, l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando ha tracciato la strada per evitare che la selezione del candidato si trasformi in un fattore di divisione per il centro-sinistra:
“Tanto più se si va alle primarie, occorre prima chiarire nel dettaglio la cornice programmatica. Non possono diventare una mera ratifica plebiscitaria di un leader senza una base di punti condivisi. Vorrebbe dire fare un piccolo regalo alla destra.”
Per l’esponente dem, la costruzione del programma deve seguire precisa metodologia ed evitare trappole ideologiche:
- Coinvolgimento della base e del referendum: Il confronto non deve limitarsi alle stanze dei vertici di partito, ma valorizzare le mobilitazioni civiche e le forze sociali che si sono attivate durante le recenti battaglie referendarie.
- Sintesi sulle emergenze estere: Orlando avverte sui rischi di scontro interno: “Le primarie rischiano di trasformarsi in un referendum sulla politica internazionale, un’occasione per distinguersi a ogni costo su proposte che invece possono e devono essere portate a sintesi.”