Il cuore delle istituzioni repubblicane si trasforma in una trincea. Doveva essere la mattinata della “Remigrazione e riconquista”, il controverso convegno organizzato dal deputato leghista Domenico Furgiuele con i vertici di CasaPound e altre sigle della destra radicale. Si è chiusa, invece, con un bilancio di urla, spintoni, l’occupazione fisica della sala stampa e l’annullamento d’autorità di ogni evento per “motivi di ordine pubblico”.
La tensione è esplosa già alle 10:30, un’ora prima del fischio d’inizio. Un nutrito gruppo di parlamentari di Pd, M5S, Avs, Azione e +Europa ha letteralmente invaso la saletta conferenze di Montecitorio (appena 35 posti), rendendola inaccessibile. Al centro, assediato ma irremovibile, il leghista Furgiuele. Attorno a lui, il coro delle opposizioni ha intonato Bella Ciao e Fischia il Vento, agitando le copie della Carta Costituzionale.
“Non c’è posto per i fascisti nelle istituzioni”, ha scandito Laura Boldrini, mentre Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli facevano scudo umano davanti ai microfoni. Furgiuele ha provato a resistere: “Vi riempite la bocca di democrazia e poi impedite a dei cittadini di presentare una legge popolare”. Lo scontro verbale è degenerato rapidamente in contatti fisici e spintoni, costringendo il personale della Camera a dichiarare l’evacuazione immediata della sala.
Fallito il primo tentativo, la scena si è spostata all’esterno. Furgiuele ha tentato un colpo di mano, provando a far entrare gli ospiti – tra cui Luca Marsella (CasaPound) e Ivan Sogari (Veneto Fronte Skinheads) – come semplici visitatori dall’Ingresso 8. Le opposizioni, intuita la manovra, si sono precipitate a presidiare il portone.
È seguito un surreale faccia a faccia sul marciapiede tra il segretario di +Europa, Riccardo Magi, e Marsella. Solo il nuovo intervento della Presidenza della Camera, guidata da Lorenzo Fontana, ha messo fine al parapiglia blindando definitivamente gli accessi: “Oggi non entra nessuno”.
Il dopo-battaglia è un incendio di dichiarazioni incrociate:
- La Lega e Salvini: Il vicepremier ha definito “intollerabile” l’occupazione della sala, parlando di un “tentativo di bavaglio” messo in atto da una sinistra che non rispetterebbe la libertà di parola.
- L’estrema destra: Durissimo Luca Marsella, che ha bollato la protesta come un “atteggiamento mafioso”, arrivando a definire lo stesso Presidente Fontana “ostaggio della mafia”.
- Le opposizioni: “Abbiamo fatto rispettare la Costituzione”, rivendicano in coro Fratoianni e Bonelli, sottolineando che l’insulto di Marsella è un fatto gravissimo che getta fango sulle istituzioni.
Il Presidente Fontana, che già aveva definito “inopportuna” l’iniziativa, ha chiuso la giornata cercando di riportare la calma tra i banchi della maggioranza, ricordando però che la responsabilità degli ospiti ricade unicamente sul deputato proponente. Furgiuele, dal canto suo, non demorde: “Sono antidemocratici, ma io ci riprovo”.