Il 2025 si è chiuso con una tavola imbandita, ma segnata dalla prudenza economica. Secondo le stime del Centro Studi di Confcooperative, gli italiani hanno speso complessivamente 2,5 miliardi di euro per il cenone di Capodanno, segnando un incremento di 200 milioni rispetto all’anno scorso.
Tuttavia, gli esperti avvertono: non si tratta di un aumento dei consumi, ma dell’effetto combinato dell’inflazione e del caro vita che hanno fatto lievitare i prezzi delle materie prime.
La tendenza per l’addio al 2025 è il ritorno alla dimensione domestica, complice anche la necessità di contenere le spese.
- In casa (40%): Quattro italiani su dieci hanno festeggiato tra le mura domestiche, organizzando cene con amici e parenti (con una spesa media stimata da Unimpresa in circa 127 euro a nucleo familiare).
- Fuori casa (30%): Circa il 30% ha scelto ristoranti, hotel o cenoni organizzati.
- In viaggio (30%): Una fetta consistente di cittadini ha approfittato del brindisi per una vacanza, prediligendo montagna, centri termali e città d’arte italiane (l’80% è rimasta infatti entro i confini nazionali).
Il carrello della spesa: cosa abbiamo portato in tavola
Il “Made in Italy” stravince sulla tavola di San Silvestro. Ecco la ripartizione della spesa stimata da Confcooperative:
| Categoria Alimentare | Spesa (Milioni di €) | Protagonisti |
| Dolci della tradizione | 420 | Panettone, pandoro e specialità regionali (struffoli, torroni). |
| Carne e Salumi | 400 | Cotechino e zampone (immancabili con le lenticchie). |
| Vini e Bollicine | 395 | Spumante e Prosecco (previsti 60 milioni di brindisi). |
| Pesce e Ittico | 380 | Orate, anguille e salmone per i menu più raffinati. |
| Frutta e Verdura | 305 | Lenticchie di Castelluccio (sold out) e frutta secca. |
| Formaggi | 160 | Eccellenze locali stagionate e fresche. |
Nota amara: La spesa per vongole e frutti di mare (200 milioni) è stata fortemente influenzata quest’anno dall’emergenza del granchio blu, che ha decimato le produzioni nazionali alzando i prezzi al dettaglio.
Se da un lato le tredicesime più pesanti (salite a 52,5 miliardi complessivi) hanno sostenuto i consumi, Confcooperative lancia un allarme sociale: circa 10 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà assoluta o relativa. Per questa fascia di popolazione, il Capodanno non è stata una festa, ma l’ennesima giornata di rinunce di fronte a rincari che hanno colpito pesantemente beni di prima necessità come pane, olio e latticini.
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