La commissione d’inchiesta egiziana ha confermato che un segnale proveniente da un registratore del volo EgyptAir, schiantatosi con 66 persone a bordo, e’ stato ricevuto dal fondale del Mar Mediterraneo. Sono stati ricevuti “segnali dal fondo del mare nella zona di ricerca, e’ probabile che sia un registratore”, ha detto la commissione d’inchiesta in un comunicato specificando che sono stati ricevuti attraverso le apparecchiature installate sulla nave francese La Place, impegnata nelle operazioni di ricerca. Sulla posizione, al momento, si trova la nave John Lethbridge gestita dalla Deep Ocean Search.
La nave militare francese”Laplace” ha lasciato la Corsica la scorsa settimana munita di tre sonde speciali fornite dalla compagnia Alesamar e con a bordo due investigatori dell’Agenzia d’investigazione francese per gli incidenti aerei. L’imbarcazione e’ stata costruita nel 1987 ed e’ dotata di sistema di rilevazione e localizzazione dei segnali radio provenienti dalle scatole nere, che si ritiene siano finiti sui fondali del Mediterraneo a circa 3.000 metri di profondita’, a meta’ strada tra le coste egiziane di Alessandria e l’isola greca di Creta.
Il segnale di una scatola nera e’ “stato captato grazie alle strumentazioni della societa’ Alseamar montati a bordo della nave Laplace della Marine nationale”, ha riferito il direttore del Bea, Re’mi Jouty. Il Laplace e’ in grado di captare i Flight data recorder fino a 5.000 metri di profondita’. La nave militare partita giovedi’ scorso dalla Corsica e’ dotata delle apparecchiature della societa’ francese Alseamar, grazie a cui si possono captare i ‘pings’ (Echo sonar) delle scatole nere. A bordo si trovano anche due inquirenti del Bea, l’ufficio francesi di analisi e inchiesta degli incidenti aerei.
La nave francese che cerchera’ di recuperare la scatola nera del volo Egyptair captata oggi dalla Marine Nationale arrivera’ sul posto intorno al 10 giugno: e’ quanto riferiscono i media francesi, precisando che il tempo e’ preziosissimo in quanto i Flight data recorder sono in grado di emettere solo per “quattro o cinque settimane”, prima che si scarichi la batteria.